Oggi, lunedì 2 maggio, dopo aver abbandonato la maggior parte delle restanti restrizioni alle frontiere legate alla pandemia, la Nuova Zelanda ha accolto turisti da Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone e più di altri 50 Paesi per la prima volta in oltre due anni.
Prima del Covid, più di tre milioni di turisti visitavano ogni anno il Paese, rinomato per i suoi paesaggi mozzafiato e le offerte di turismo d’avventura. Ma il turismo internazionale si è fermato del tutto all’inizio del 2020 dopo che la Nuova Zelanda ha imposto alcune delle più severe restrizioni alle frontiere del mondo. Le regole sono rimaste in vigore poiché il governo ha inizialmente perseguito una strategia di eliminazione e poi ha cercato di controllare strettamente la diffusione del virus. La diffusione della variante Omicron e le vaccinazioni di oltre l’80% dei cinque milioni di abitanti della Nuova Zelanda, poi, hanno portato al graduale allentamento delle restrizioni.
Il mese scorso riapertura all’Australia
La Nuova Zelanda ha riaperto ai turisti dall’Australia tre settimane fa e oggi a circa 60 Paesi esenti dal visto, inclusa gran parte dell’Europa. La maggior parte dei turisti provenienti da India, Cina e altri Paesi senza esenzione non possono ancora entrare. I turisti dovranno essere vaccinati e testati per il Covid prima e dopo l’arrivo.
“Oggi è un giorno da festeggiare ed è un grande momento per la nostra riconnessione con il mondo“, ha affermato il Ministro del Turismo Stuart Nash. All’aeroporto di Auckland, i voli con a bordo turisti hanno iniziato ad atterrare dalle prime ore del mattino, arrivando direttamente da luoghi come Los Angeles, San Francisco, Kuala Lumpur e Singapore.
La riapertura dei confini contribuirà a rafforzare il turismo in vista dell’imminente stagione sciistica della Nuova Zelanda. Ma la vera prova sulla ripresa del turismo ci sarà a dicembre, quando inizierà la stagione estiva nella nazione dell’emisfero australe.
Il Primo Ministro Jacinda Ardern ha affermato che più di 90.000 persone hanno prenotato voli per la Nuova Zelanda nelle sette settimane successive all’annuncio della riapertura. “La nostra industria del turismo ha sentito gli effetti della pandemia globale in modo acuto e sta lavorando duramente per prepararsi”, ha aggiunto.
