Eruzione Etna: flusso di lava e nube di cenere nella notte, “avviso arancione” per il traffico aereo

L'INGV ha emesso un avviso per l'aviazione

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Prosegue la fase eruttiva dell’Etna, con attività stromboliana e flusso di lava osservati dai crateri sommitali anche nella notte appena trascorsa. La cenere vulcanica è confinata in cima. Intorno alle 06:40 l’INGV ha emesso un avviso per l’aviazione (VONA) di colore arancione. Alle 18 di ieri era di colore rosso.

L’Osservatorio etneo ha comunicato che a partire dalle 18:40 di ieri si è osservato un graduale aumento dell’attività esplosiva al cratere di Sud/Est che ha prodotto una cospicua emissione di cenere in direzione Sud, che ha raggiunto la quota di circa 5 mila metri. Contestualmente, è proseguita con intensità variabile l’emissione lavica alle bocche effusive formatesi il 12 e 20 maggio. I fronti lavici più avanzati si attestano a una quota compresa fra 2800 e 2700 metri nella desertica Valle del Leone. Dal punto di vista sismico l’ampiezza media del tremore vulcanico, pur mostrando nei giorni scorsi ampie oscillazioni nel suo trend, si è mantenuta stabilmente nell’intervallo dei valori alti. La sorgente del tremore vulcanico risulta ubicata al di sotto del Cratere di Sud/Est, a una profondità di circa 3mila metri.

Livello d’allerta gialla per l’Etna

Dalle valutazioni emerse durante la riunione del 20 maggio 2022 con i Centri di Competenza e il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto, per il vulcano Etna, il passaggio di livello di allerta da “verde”, che corrisponde all’attività ordinaria, al livello “giallo”, e la conseguente attivazione della fase operativa di “attenzione”. Tale valutazione è basata sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai Centri di Competenza che per l’Etna sono l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Osservatorio Etneo e Sezione di Palermo), il Dipartimento Scienza della Terra dell’Università di Firenze e il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente.

L’innalzamento del livello determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e l’attivazione di un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile. Il Dipartimento della Protezione Civile condivide tali informazioni con la struttura di protezione civile della Regione Siciliana che, soprattutto in relazione a scenari di impatto locale, allerta le strutture territoriali di protezione civile e adotta eventuali misure in risposta alle situazioni emergenziali.

Indipendentemente dalle fenomenologie vulcaniche di livello locale, che possono avere frequenti variazioni, persiste una situazione di potenziate disequilibrio del vulcano. Occorre quindi tener presente che i passaggi di livello di allerta possono non avvenire necessariamente in modo sequenziale o graduale, essendo sempre possibili variazioni repentine o improvvise dell’attività, anche del tutto impreviste.