Potente esplosione da macchia solare “pericolosa”, blackout radio anche in Italia

Blackout radio a onde corte nella regione dell'Oceano Atlantico

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Gli scienziati stanno monitorando una macchia solare che ieri, martedì 10 maggio, alle 15:55 ora italiana, ha generato un brillamento classe X mentre aveva “una crisi di identità“, ha riportato SpaceWeather.com. E’ possibile che si verifichino aurore nel caso in cui un’espulsione di massa coronale di particelle cariche dovesse raggiungere la Terra, generata dalla macchia solare “confusaAR3006, rivolta verso il nostro pianeta: la polarità di AR3006 è l’inverso di ciò che gli scienziati si aspettano, il che la rende “interessante e pericolosa“, ha osservato SpaceWeather.com.

Il flare è stato ripreso dalla telecamera del Solar Dynamics Observatory della NASA (immagine in alto) e ha portato a un avviso di emissioni radio da parte della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), che ha anche segnalato un blackout radio a onde corte nella regione dell’Oceano Atlantico, nell’Est del Nord America, nel Nord/Est del Sud America, in gran parte d’Europa (Italia compresa) e nel Nord/Ovest dell’Africa.

avviso swpc noaa

Secondo lo Space Weather Prediction Center della NOAA, che monitora i brillamenti solari e altre esplosioni, al flare potrebbe essere seguita un’espulsione di massa coronale (CME, enormi esplosioni di materiale solare). L’agenzia ha affermato che una CME “potrebbe essere probabile“, in attesa di ulteriori osservazioni. In generale, possono verificarsi aurore se una CME interagisce con le linee del campo magnetico del nostro pianeta: di solito il risultato è uno spettacolo innocuo in cielo.

Il brillamento di ieri è stato classificato come un evento di classe X1.5, la categoria debole della classe più forte di flare. Il Sole ha generato diverse esplosioni di circa la stessa intensità nell’ultimo mese, insieme a una serie di brillamenti di dimensioni moderate. Il picco di attività solare dovrebbe verificarsi nel 2025, ma in questo momento sulla sua superficie sono presenti numerose macchie solari.

Più raramente, le CME possono generare problemi in infrastrutture come linee elettriche e satelliti, motivo per cui gli scienziati tengono d’occhio così da vicino il tempo spaziale attraverso numerose missioni che osservano il nostro Sole.

Sia la NASA che la NOAA controllano la nostra stella continuamente. Inoltre, la NASA gestisce la missione Parker Solar Probe, che periodicamente sfreccia molto vicino al Sole per comprendere come la sua atmosfera esterna surriscaldata influenza i brillamenti solari e altri fenomeni.

*** AGGIORNAMENTO ***

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