Etna, l’eruzione “turistica” di inizio estate. L’esperto: “è il momento giusto per vederla da vicino”

Poca ricaduta di cenere, attività stabile e costante, lava non fluida ma piuttosto viscosa: questa ripresa dell'attività dell'Etna sembra essere il modo migliore, per il territorio catanese, per dare il via alla stagione estiva

L’Etna ha ripreso da qualche giorno la propria attività eruttiva, destando stupore per gli spettacoli mozzafiato regalati soprattutto dopo il tramonto, ma allo stesso tempo causando preoccupazione, soprattutto tra i residenti: c’è pericolo di incremento dell’attività? La ricaduta di cenere tornerà a flagellare i comuni etnei? Lo abbiamo chiesto al vulcanologo INGV Salvatore Giammanco, dell’Osservatorio Etneo, che in questi giorni è tra coloro che dalla sala operativa dell’osservatorio monitorano il vulcano catanese e ne registrano l’attività.

Al momento la situazione è che c’è in corso una modesta eruzione sommitale dal cratere di Sud-Est – spiega Giammanco a MeteoWeb con attività stromboliana di media intensità ed emissione di colata lavica, la quale percorre meno di 2 km di distanza dal punto di emissione, è molto viscosa e già degassata: al di sotto dei 2.500 metri di quota si ferma e c’è sovrapposizione“. Nulla di preoccupante, dunque. I flussi di lava, non essendo eccessivamente fluidi e dunque nemmeno eccessivamente caldi e veloci, ma piuttosto viscosi e meno roventi, viaggiano su distanze più brevi, come spiegato dal vulcanologo.

Si tratta quindi di una “classica attività ‘turistica’, con emissione di cenere vecchia, molto sottile, e che dunque non da problemi per grosse ricadute sui territori circostanti. E’ un’attività che potrebbe durare a lungo, con il tremore stabile che si mantiene su valori alti“, precisa Giammanco. L’Etna, in vista dell’estate, ha scelto l’attività ideale per richiamare ulteriormente turisti da tutto il mondo, forse per ridare alla sua Sicilia ciò che è un po’ mancato in due anni di pandemia: visitatori con tanta voglia di ricominciare. Sembra quasi che ‘a muntagna‘, come la definiscono i catanesi, voglia fare da spinta propulsiva ad una stagione estiva ormai alle porte. Come spiega il vulcanologo, “l’attività eruttiva di questi giorni è spettacolare e la si può vedere anche a breve distanza, dall’Osservatorio etneo, per esempio“.

Come è normale per queste attività subterminali, potrebbe andare avanti per settimane – precisa ancora Salvatore Giammanco – se non per mesi, al momento non ci sono segnali di possibili variazioni rispetto all’attività attuale“.
L’allerta della Protezione Civile per l’attività vulcanica è al momento gialla, dunque nulla di preoccupante, mentre è arancione l’allerta per quanto riguarda il traffico aereo: si tratta di un sistema di comunicazioni tra INGV e l’aviazione. Il sistema si chiama VONA e serve per emanare gli avvisi dell’Osservatorio del vulcano per l’aviazione, i quali consistono in messaggi concisi e in inglese, molto semplici e rivolti a spedizionieri, piloti e controllori del traffico aereo, per informarli di disordini vulcanici e attività eruttive che potrebbero produrre rischi di nubi di cenere. “Arancione – spiega Giammanco – significa che c’è un’eruzione in corso, ma non c’è emissione di cenere tale da poter creare problemi al traffico aereo“.

L’Etna, dunque, sta semplicemente svolgendo il suo compito di vulcano attivo, che non è un pericolo per i residenti o per i turisti che decidono di visitarlo in questo periodo. “Idda” sta dando il meglio di sé, nel vero senso del termine, come una mamma amorevole farebbe con i propri figli. E finché non si ‘arrabbia’ andando ‘su di giri’, va benissimo così.