Una frana di grosse dimensioni si è staccata dal gruppo del Brenta (nella parte est), in Trentino, nel comune di Molveno. Il distacco si è verificato verso l’ora di pranzo in località Casinati: sono caduti massi di grosse dimensioni tra i quali, precisano i Vigili del Fuoco volontari di Molveno, uno di circa 4 metri per 5. Sassi e rocce sono caduti fino al sentiero 332, che dal rifugio Malga Andalo porta al rifugio Selvata.
La zona è stata chiusa al passaggio per motivi di sicurezza. Non risultano persone ferite o coinvolte.
A crollare è stato un pezzo di montagna alto circa 60 metri, largo 25 metri e profondo 15 metri. “Si può calcolare che sono circa 15-20.000 i metri cubi di roccia franata, su un fronte di 250 metri di lunghezza e altrettanti di larghezza”, spiega all’ANSA il dirigente del Servizio geologico della Provincia autonoma di Trento, Mauro Zambotto, dopo che il geologo di turno ha svolto un sopralluogo in elicottero sulla zona. “Il materiale si è depositato tra parete rocciosa ed il sentiero 332 che da malga Andalo porta al rifugio Selvata. Sul sentiero è arrivato un blocco di circa 120 metri cubi e poco sopra ci sono altri 5 o 6 massi di dimensioni simili. Il resto sono blocchi sparsi più piccoli, che hanno anche in parte arato la vegetazione“, precisa il geologo.
Dopo il crollo principale ci sono anche stati altri distacchi di roccia più contenuti, può capitare infatti – spiega l’esperto – che in seguito ad un evento franoso di questa portata resti del materiale ancora instabile in parete, che cade successivamente. “Dalle verifiche che abbiamo svolto non ci sono stati particolari eventi sismici, ma sicuramente i temporali dei giorni scorsi sono fonte di carichi idraulici imprevisti elevati. Se piovono 15 o 20 millimetri in pochi minuti le fessure in parete si riempiono d’acqua la pressione a cui è sottoposta la roccia aumenta. Questo può essere uno dei fattori scatenanti”, ha concluso l’esperto.


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