G7: “impegno per lo stop al petrolio russo”

Il G7 si impegna ad "eliminare progressivamente o a mettere al bando le importazioni" di petrolio dalla Russia ma in modo da "assicurare al mondo tempo per reperire forniture alternative"

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I Paesi del G7 si impegnano a eliminare gradualmente la loro dipendenza dalle fonti energetiche russe, anche attraverso un embargo all’importazione di petrolio. Per quanto riguarda l’”oro nero”, l’impegno è quello di “eliminare progressivamente o a mettere al bando le importazioni“, dalla Russia ma con modalità e tempistiche “ordinate” e tali da “assicurare al mondo tempo per reperire forniture alternative”. Lo si legge nel comunicato diffuso nel corso del vertice straordinario dei leader in teleconferenza, sotto la presidenza di turno della Germania, ma diffuso dai canali della Casa Bianca.

Le sette maggiori economie avanzate si impegnano anche a collaborare con i vari partner “per assicurare forniture di energia globali stabili e sostenibili, a prezzi abbordabili per i consumatori, anche accelerando la riduzione della dipendenza complessiva sui combustibili fossili e la transizione verso energie pulite, in linea con i nostri obiettivi climatici”, si legge ancora.

L’impegno sul petrolio è tra quelli assunti nell’ambito delle misure sanzionatorie contro la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina. La terminologia utilizzata sembra avere tonalità più ponderate rispetto all’ipotesi di completa messa al bando del petrolio russo entro fine anno, su cui da giorni dibattono i Paesi Ue. Infatti, anche oggi è slittato il via libera dei rappresentanti permanenti dei 27 dell’Ue (Coreper) al sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, con l’embargo graduale al petrolio di Mosca. Ci sarebbero stati progressi importanti sulla maggioranza delle misure, ma resterebbe ancora lavoro da fare, tra l’altro, su come garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e questioni tecniche da risolvere, legate anche alla riconversione infrastrutturale.

I leader del G7, inoltre, si impegnano ad adottare “misure per vietare o altrimenti impedire la fornitura di servizi chiave da cui dipende la Russia. Ciò rafforzerà l’isolamento della Russia in tutti i settori della sua economia“. I sette leader hanno concordato, inoltre, di agire contro le banche russe ancora collegate al sistema Swift. “Abbiamo già gravemente compromesso la capacità della Russia di finanziare la sua guerra di aggressione prendendo di mira la sua Banca centrale e le sue maggiori istituzioni finanziarie“, si legge nella nota. Inoltre, è stato ribadito che continueranno ed eleveranno la “campagna contro le elite finanziarie e i loro familiari, che sostengono il Presidente russo Vladimir Putin nel suo sforzo bellico e dilapidano le risorse del popolo russo. Coerentemente con le nostre autorità nazionali, imporremo ulteriori sanzioni”, continua la nota.