Peste suina, Costa: “operazioni in corso a Roma, in Piemonte già partito l’abbattimento selettivo”

In Piemonte "già partito l'abbattimento selettivo, oggi 500 capi sono già stati abbattuti"

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Nell’ambito del contrasto della peste suina, “all’interno della zona rossa” disposta a Romale operazioni sono già iniziate con il censimento di tutti i suini presenti, l’avvio alla macellazione e tutta una serie di attività che ci permettono di tenere monitorata la situazione“: è quanto ha reso noto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, intervenendo ad “Agorà Extra” su Rai3. “Siamo abbastanza fortunati – ha proseguito Costa – perché l’area di cui parliamo ha già in qualche modo delle difese naturali: parliamo infatti per la maggior parte dell’area all’interno del Grande raccordo anulare, quindi tutto sommato è abbastanza agevole procedere con la chiusura dei varchi e il posizionamento di recinzioni. La quantificazione dei chilometri” interessati “la stiamo facendo, con studi e analisi che ci porteranno a un dato preciso“.

In Piemonteè già partito l’abbattimento selettivo e oggi 500 capi sono già stati abbattuti, abbiamo istituito un’Unità di Crisi per gestire Roma e Lazio e uno dei compiti dell’Unità stabilire un piano che preveda la sensibile riduzione della presenza di cinghiali attraverso caccia selettiva, attraverso il coinvolgimento dei cacciatori che sono in questa fase i nostri alleati più grandi, ristabilendo nuovi contingenti e un giusto equilibrio ambientale che oggi non c’è più,” ha riferito Costa. “Dobbiamo avere la coerenza di dire che siamo di fronte a due emergenze: quella legata alla peste suina, e una seconda legata alla troppa presenza di cinghiali sul nostro territorio. Ogni anno il comparto agricolo subisce danni, la pubblica incolumità è messa a rischio perché provocano incidenti, ultimamente ci sono state aggressioni verso gli umani“. “È un problema da affrontare e che si è generato perché in questi anni si è contrapposto un approccio ideologico alla tutela dell’ambiente attraverso il proibizionismo estremo e quindi una contrapposizione tra mondo venatorio e mondo ambientalista, oggi dobbiamo recuperare un giusto equilibrio. I cinghiali devono continuare a esistere ma all’interno del loro habitat“.

La soluzione alla questione cinghiali passa attraverso “l’abbattimento come sola soluzione“, che deve avvenire “attraverso la caccia selettiva e il coinvolgimento dei cacciatori che in questa fase sono gli alleati più grandi per aiutarci a raggiungere questo obiettivo, riducendo la presenza” degli animali in eccesso, “ristabilendo nuovi contingenti e un giusto equilibrio ambientale“. “Ogni anno il comparto agricolo subisce danni e la pubblica incolumità è messa a rischio perché la presenza dei cinghiali nelle nostre strade provoca incidenti. Ultimamente stiamo assistendo anche ad aggressioni di cinghiali verso gli umani, quindi è un problema che dobbiamo affrontare“.