Dall’1 maggio, l’Italia ha abbandonato il Green Pass e l’obbligo di mascherina al chiuso, con delle eccezioni, in quest’ultimo caso, che hanno già scatenato polemiche e proteste. Infatti, è stato prorogato fino al 15 giugno l’obbligo di mascherina su tutti i mezzi di trasporto pubblico, nei palazzetti dello sport al chiuso e in teatri e cinema. Proprio quest’ultima categoria ha espresso il proprio disaccordo sulla proroga della misura, mentre in altri ambienti, come negozi, bar, ristoranti o discoteche, l’obbligo è decaduto.
La misura, che prevede l’utilizzo al cinema delle mascherine FFP2 e non di quelle chirurgiche, potrebbe fungere da deterrente per molte persone, con ulteriori effetti sulle casse delle sale cinematografiche, già in crisi dopo due anni e mezzo di pandemia.
Per tutti questi motivi, un gruppo di sale cinematografiche ha messo in piedi una protesta dolce e provocatoria: lecca lecca gratis per tutti. L’iniziativa, a cui partecipano finora una ventina di sale cinematografiche, consente a chi vorrà di continuare a indossare la mascherina FFP2 e a chi non vorrà, di abbassarla, almeno per un po’, nel pieno rispetto della legalità. Da qualche tempo, infatti, è consentito abbassare la mascherina in sala quando si consumano cibi o bevande.
“Più che smascherare lo spettatore, vogliamo smascherare attraverso un atto simbolico la contradditorietà e inefficacia di una norma, oltretutto discriminante”, spiegano gli esercenti. “Basta, infatti, questo piccolo e semplice ‘strumento’ per minarne, rimanendo nella legalità, il fondamento. E quale fondamento? Una norma attuata solo in alcuni luoghi e non in altri, che, oltre a funzionare in sé da deterrente, ingenera nel sentire comune un pregiudizio, una falsa e scientificamente non motivata percezione di pericolosità dei locali cinema e teatri rispetto ad altri luoghi come bar, ristoranti, supermercati, centri commerciali, palestre, negozi”.
Così, per lanciare un segnale, i cinema che aderiscono all’iniziativa stanno regalando agli spettatori un lecca-lecca all’ingresso. Ogni cinema ha adottato e adotterà le sue forme di comunicazione preferite con foto, video, e diversi hashtag possibili (il principale è #liberalatuavogliadicinema). “Ci auguriamo che, come sta già avvenendo, l’iniziativa possa allargarsi nei prossimi giorni a sempre più sale, non come alternativa alle azioni più serie e strutturate condotte nel frattempo dalle associazioni che ci rappresentano (in particolare l’Anec), ma per dare una voce in più a una categoria che fatica a trovare spazio e ascolto, e come azione che possa coinvolgere anche spettatrici e spettatori rendendoli più consapevoli e partecipi. In attesa, naturalmente, che arrivi un giusto e adeguato supporto alla promozione dell’immagine del cinema in sala e del ritorno al cinema, che ha tanto sofferto di una comunicazione particolarmente confusa e polarizzata fin dal lontano 26 febbraio 2020, giorno della prima chiusura delle sale (prima di ogni altra attività)“, proseguono gli esercenti.
