Rifiuti radioattivi: procedura di infrazione per l’Italia, la Commissione europea invia parere motivato

I programmi nazionali presentati da Croazia, Estonia, Italia, Portogallo e Slovenia sono risultati non conformi alla direttiva UE

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Nell’ambito di una procedura d’infrazione, la Commissione europea ha deciso di inviare pareri motivati a Italia, Croazia, Estonia, Portogallo e Slovenia, a causa dell’adozione di programmi nazionali di gestione dei rifiuti radioattivi non interamente in linea con la direttiva in materia di combustibile nucleare esaurito e rifiuti radioattivi (direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio).

I rifiuti radioattivi derivano dalla produzione di energia elettrica in centrali nucleari, ma anche dall’uso di materiali radioattivi per scopi non legati alla produzione di energia elettrica, tra cui scopi medici, di ricerca, industriali e agricoli. Questo significa che tutti gli Stati membri producono rifiuti radioattivi. La direttiva stabilisce un quadro che impone la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, al fine di assicurare un elevato livello di sicurezza ed evitare di imporre oneri indebiti a carico delle generazioni future“, ha spiegato la Commissione europea. “In particolare, la direttiva impone agli Stati membri di elaborare e attuare programmi nazionali per la gestione di tutto il combustibile nucleare esaurito e tutti i rifiuti radioattivi che hanno origine nel loro territorio, dalla produzione allo smaltimento. I programmi nazionali presentati da Croazia, Estonia, Italia, Portogallo e Slovenia sono risultati non conformi a determinati requisiti della direttiva. Gli Stati membri interessati dispongono ora di 2 mesi per rimediare alle carenze individuate dalla Commissione. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione potrà decidere di deferire i casi alla Corte di giustizia dell’Ue“.