Termovalizzatore Napoli, Bertolaso: “posso spiegare al PD come farlo in due anni”

Storcere il naso per il termovalorizzatore a Napoli è un po' come rifiutare una banconota da 500 euro solo perché è un po' stropicciata, e in merito Guido Bertolaso non le manda a dire

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Il tanto temuto termovalorizzatore che dovrebbe sorgere a Napoli risolvendo così un problema annoso in un territorio difficile, è diventato il pomo della discordia tra opposte parti politiche. Il che non è di certo una novità, sebbene in un contesto come quello campano risulti alquanto bizzarro il fatto che ci sia chi possa storcere il naso di fronte all’unica soluzione praticabile in maniera sicura e in temi rapidi.

In merito, le dichiarazioni dei rappresentanti politici locali e non si sprecano. Guido Bertolaso, ex direttore del Dipartimento della protezione civile e anche ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Emergenza rifiuti in Campania nel IV Governo Berlusconi – quindi esperto del settore e tra i più ferrati a livello nazionale sul tema – ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un post ironico ma allo stesso tempo pungente: “I soliti bene informati scrivono oggi sui giornali che sarò il 21 a Napoli a raccontare la costruzione del termovalorizzatore di Acerra. Ovviamente non ci sarò. E comunque mi sembra che a Napoli ora ci vorrebbe un altro intervento, di tipo sanitario. Mi chiedo cosa si direbbe se quello che accade al Cardarelli accadesse in Lombardia, evidentemente non tutti i Presidenti di Regione sono uguali“.

In verità – prosegue – mi aspetterei una chiamata alla futura convention del PD per spiegargli come si fa – in due anni – un termovalorizzatore da 600mila tonnellate (e magari come si organizza un Giubileo in 24 mesi). Attendo fiducioso“, conclude ironicamente Bertolaso strappandosi un sorriso, sebbene il tema sia tra i più seri e più urgenti del momento.