Terremoti in Pianura Padana, 10 anni dopo: le attività di ricerca nel territorio dell’Alto Ferrarese

A 10 anni dalla prima forte scossa che ha colpito la Pianura Padana nel 2012, sono state presentate le attività di ricerca svolte nel territorio dell’Alto Ferrarese

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Gli effetti geologici cosismici superficiali più rilevanti osservati durante la sequenza sismica in Pianura Padana del 2012 furono quelli collegati agli eventi di fratturazione e di liquefazione. Il gruppo operativo EMERGEO dell’INGV ( https://www.ingv.it/emergeo/ ) si attivò immediatamente per il rilievo degli effetti cosismici sull’ambiente naturale, investigando un’area di circa 1200 kmq.  Tutte le evidenze geologiche cosismiche sono state raccolte grazie ai rilievi sul campo, in elicottero e con il deltaplano a motore e attraverso le testimonianze dirette ottenute sulla base dei racconti della popolazione locale.

Sono state riconosciute tre tipologie principali di effetti geologici superficiali: le liquefazioni per sovrappressione delle falde acquifere ospitate all’interno di corpi sabbiosi presenti nel sottosuolo (foto 1, 2 e 3); le liquefazioni associate a fratturazioni (fratture lunghe anche decine di metri; foto 4, 5 e 6) e infine le fratturazioni estensionali con prevalente separazione orizzontale e con piccoli rigetti verticali, apparentemente organizzate in un modello en-echelon, senza effetti di liquefazione (foto 7, 8 e 9).

Le foto che testimoniano i principali effetti geologici superficiali rilevati dal Gruppo Operativo EMERGEO dell’IGV

Le attività di ricerca nel territorio dell’alto ferrarese

A 10 anni dalla prima forte scossa che ha colpito la Pianura Padana nel 2012, sono state presentate le attività di ricerca svolte nel territorio dell’Alto Ferrarese. L’incontro si è tenuto nella Sala Consiliare del Comune di Terre del Reno a Sant’Agostino (FE), organizzato dalla Protezione Civile dell’Alto Ferrarese e con il patrocinio dell’INGV e di altre istituzioni. Alla presenza delle autorità locali e di protezione civile, gli interventi che si sono succeduti per tutta la mattina hanno riguardato un ampio spettro di tematiche, a partire dallo stato della ricostruzione dei Comuni colpiti, alla descrizione delle caratteristiche salienti della sequenza sismica del 2012 e degli interventi svolti in emergenza dai Gruppi Operativi dell’INGV. Si è poi passati alla descrizione delle caratteristiche sismotettoniche dell’area epicentrale e della caratterizzazione geofisica delle successioni sedimentarie.

Il focus degli interventi si è poi concentrato sul problema della liquefazione che ha colpito in modo diffuso i Comuni dell’area epicentrale durante le due scosse principali del 20 e del 29 maggio 2012. La liquefazione è un effetto cosismico comune in pianure alluvionali dove sono presenti strati superficiali di sedimenti sciolti che ospitano falde acquifere confinate da terreni impermeabili.

Un momento dell’incontro nella Sala Comunale di Sant’Agostino (FE). Foto Riccardo Frignani

Il territorio di Terre del Reno è diventato in questi ultimi anni un vero e proprio laboratorio naturale, che ha visto impegnati ricercatori di Enti e di Università nazionali e internazionali nello studio di un fenomeno così complesso. Sono stati affrontati gli aspetti sedimentologici, geotecnici e geofisici volti alla comprensione e alla modellazione del fenomeno. Sono stati inoltre forniti i risultati preliminari degli esperimenti di liquefazione indotta (blast test) in terreni naturali e in terreni trattati con tecniche ingegneristiche di mitigazione, realizzati per la prima volta in Italia dall’INGV in collaborazione con il gruppo di ricerca della Brigham Young University (Utah, USA) e l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. In conclusione, si è discusso su come le ricerche svolte possano contribuire alla pianificazione territoriale seguendo i criteri della microzonazione sismica.

Un  nuovo studio sui fenomeni di liquefazione

Recentemente uno studio sui fenomeni di liquefazione avvenuti nell’area epicentrale della sequenza sismica del 2012 è stato pubblicato sul Bulletin of Earthquake Engineering (https://link.springer.com/article/10.1007/s10518-022-01338-7). Questa importante ricerca, che vede capofila INGV, presenta una sintesi completa delle  caratteristiche geologiche, geofisiche e geotecniche di oltre 100 siti interessati da questi fenomeni.

Domini fluviali dell’area di studio e principali corpi sabbiosi di paleoalveo subaffioranti. I siti di liquefazione sono generalmente allineati lungo i paleoalvei (Minarelli et al. 2022).

I principali risultati dello studio saranno presentati venerdì 27 maggio a Bologna nell’ambito del convegno organizzato dalla Regione Emilia Romagna per il decennale del sisma emiliano (https://ambiente.regione.emilia-romagna.it/it/geologia/eventi/eventi-2022/sisma-2012-le-conoscenze-geologiche-10-anni-dopo).