“A seguito della segnalazione di alcuni casi di vaiolo delle scimmie in Europa, il ministero della Salute ha tempestivamente allertato le Regioni e messo in piedi un sistema di monitoraggio dei casi. Un primo caso è stato immediatamente identificato presso l’Inmi Spallanzani” di Roma “e altri due casi potrebbero essere confermati nelle prossime ore. Il virus si trasmette per contatto diretto o molto stretto però poi i focolai tendono molto spesso ad autolimitarsi“. Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, in un videomessaggio.
Le organizzazioni di salute pubblica e le organizzazioni comunitarie “dovrebbero adottare misure per aumentare la consapevolezza sulla potenziale diffusione del Vaiolo delle scimmie nelle comunità di individui che si identificano come MSM“, ovvero uomini che fanno sesso con altri uomini, “o che hanno rapporti sessuali occasionali o che hanno più partner sessuali“. Lo afferma il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Il Vaiolo delle scimmie si trasmette infatti attraverso saliva e contatti stretti che presuppongono lo scambio di fluidi corporei.
“Se nel paese sono disponibili vaccini contro il Vaiolo, la vaccinazione dei contatti stretti ad alto rischio” di soggetti infettati dal virus del Vaiolo delle scimmie “dovrebbe essere presa in considerazione dopo una valutazione del rapporto rischio-beneficio” ha aggiunto l’Ecdc. Per i “casi più gravi – raccomanda l’Ecdc – può essere preso in considerazione il trattamento con un antivirale registrato, se disponibile nel paese“.
“Teniamo alto il livello di attenzione grazie alla nostra rete di sorveglianza europea e nazionale“. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza da Berlino dove è in corso la riunione dei ministri del G7. “Proprio qui a Berlino al G7 ne ho parlato informalmente con la commissaria Stella Kyriakides e gli altri ministri“, ha aggiunto il ministro sottolineando che “verranno coinvolti Ecdc e Hera“.
Vaiolo delle scimmie, l’esperto: “nessuna base scientifica per usare il vaccino anti vaiolo”
“Non c’è nessuna base scientifica per la vaccinazione anti-vaiolo in funzione protettiva contro il vaiolo delle scimmie, come sembra stia succedendo in Spagna“. A dirlo all’Adnkronos Salute è Carlo Signorelli, docente di Igiene e Sanità pubblica all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. “Non abbiamo informazione sull’utilità di ripristinare una vaccinazione antivaiolosa – precisa Signorelli – Bisogna monitorare e capire meglio su quello che sta succedendo. L’Oms è molto cauta. Non bisogna farsi prendere da strane psicosi“, raccomanda lo specialista. “Serve osservare la situazione per capire in che modo si possono prendere contromisure. E’ troppo presto – evidenzia – per dare risposte certe“.
Vaiolo delle scimmie, SOS rapporti sessuali: “fate molta attenzione”


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