Gli USA confermano primo caso di vaiolo delle scimmie in un uomo. Allerta anche in Canada, Spagna e Portogallo

Il primo caso di vaiolo delle scimmie in un essere umano è stato registrato nel 1970

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Le autorità sanitarie del Massachusetts (USA) hanno confermato un caso di vaiolo delle scimmie in un uomo che ha viaggiato recentemente in Canada: la notizia è arrivata nello stesso giorno in cui le autorità sanitarie britanniche, spagnole e portoghesi hanno riportato nuovi casi, aumentando i timori che il virus si sia diffondendo fuori dall’Africa centrale e occidentale dove viene in genere segnalato.

I Centers for Disease Control and Prevention stanno monitorando 6 americani dopo che hanno condiviso un volo con un paziente britannico risultato positivo al vaiolo delle scimmie.

I funzionari sanitari del Québec stanno indagando su 13 casi sospetti. Radio Canada ha riferito le autorità di Montreal stanno indagando su almeno 13 casi segnalati dai medici della città, a seguito di diagnosi effettuate in tre cliniche specializzate in infezioni trasmesse sessualmente e per via ematica. Sono in corso le conferme di laboratorioed è atteso un annuncio nei prossimi giorni.

E’ allerta anche in Spagna: sono 23 i casi sospetti di vaiolo delle scimmie (monkeypox) analizzati a Madrid, secondo quanto reso noto da un comunicato dell’assessorato alla Salute regionale madrileno. In precedenza era stato indicato che i casi in fase di studio erano 8.

Il vaiolo delle scimmie, riporta la nota delle autorità spagnole, è una malattia “molto rara” che si presenta generalmente con “febbre, mialgia, linfoadenopatia (ghiandole gonfie) e un’eruzione cutanea sulle mani e sul viso, simile alla varicella“. La salute dei pazienti sospetti evolve “favorevolmente“, anche se è necessario mantenerli “sotto osservazione” per la possibilità di ricovero. In genere, “la sua trasmissione avviene per via respiratoria“, ma, per le caratteristiche dei 23 casi in fase di analisi, il sospetto è che il possibile contagio potrebbe essere avvenuto attraverso il “contatto con le mucose durante rapporti sessuali“.

Endemica in Africa occidentale, la malattia virale è stata riscontrata anche in Portogallo, con più di 20 casi sospetti, di cui 5 confermati, nella regione di Lisbona (Ovest). “Questi casi, per lo più di giovani tutti di sesso maschile, presentano lesioni ulcerose,” ha precisato la Direzione generale per la salute del Portogallo.

Dal 6 maggio, 7 casi sono stati identificati nel Regno Unito, di cui 4 di persone che si sono presentate come “omossessuali, bisessuali oppure uomini che hanno rapporti saltuari con altri uomini” secondo l’Agenzia britannica di sicurezza sanitaria (UKHSA). Ad eccezione del primissimo caso – il paziente malato aveva viaggiato di recente in Nigeria – gli altri sono stati tutti contagiati in patria, facendo temere una trasmissione all’interno della stessa comunità, ma si avranno conferma solo al termine degli studi in corso. Tutti e sette i casi sono risultati positivi al ceppo del virus dell’Africa occidentale, ritenuto più lieve rispetto ad altri.

Il primo caso di vaiolo delle scimmie in un essere umano è stato registrato nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo e successivamente è stato rilevato in numerosi Paesi dell’Africa centrale e occidentale. E’ diventato endemico in Nigeria e Repubblica Democratica del Congo. Nel 2003 la malattia è stata segnalata negli Stati Uniti, con un focolaio in seguito all’importazione di roditori dall’Africa, mentre i primi casi nel Regno Unito risalgono al 2018, con 3 persone contagiate dopo il ritorno di un uomo dalla Nigeria.