Alla luce dell’aumento di casi di Vaiolo delle scimmie, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’Aids mette in guardia contro le informazioni “razziste e omofobe” che circolano, mettendo così a rischio una risposta efficace alla diffusione del virus. Il rischio, ha sottolineato una nota dell’Unaids, non è solo il rafforzamento di stereotipi omofobi e razzisti, ma anche che si comprometta l’efficacia dell’azione per combattere l’epidemia. Come si ricorda nel comunicato Unaids, al 21 maggio l’Oms ha ricevuto la segnalazione di 92 casi confermati in laboratorio e 28 sospetti da parte di 12 Stati in cui tale virus non è endemico. Una parte significativa dei casi è stata riscontrata in uomini gay e bisessuali; l’Oms ha però osservato che le prove finora disponibili suggeriscono che le persone più a rischio sono quelle che hanno avuto un contatto fisico ravvicinato con qualcuno affetto dal Vaiolo delle scimmie e che il rischio non è quindi limitato agli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, ma riguarda chiunque.
“Stigma e colpevolizzazione minano la fiducia e la capacità di rispondere efficacemente a un’epidemia come questa“, ha dichiarato Matthew Kavanagh, vicedirettore efficace di Unaids. L’esperienza, in particolare quella maturata durante la diffusione dell’Aids, “dimostra che la retorica stigmatizzante può rapidamente disattivare una risposta basata sull’evidenza, alimentando paura, allontanando le persone dai servizi sanitari, ostacolando sforzi per definire i casi e incoraggiando azioni inefficaci e punitive. Apprezziamo la comunità LGBTI per aver aperto la strada alla sensibilizzazione – conclude la nota – e sottolineiamo che questa malattia può colpire chiunque“.


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