Un virus potrebbe essere la causa del trapianto di cuore di maiale andato male

Il cuore di maiale trapiantato all'inizio di quest'anno in un uomo trasportava un virus suino che potrebbe aver contribuito alla sua morte due mesi dopo l’intervento

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All’inizio di quest’anno, il cuore di un maiale era stato trapiantato in un paziente americano in un’operazione storica. Per l’uomo, quel trapianto rappresentava l’ultima spiaggia. Il pionieristico trapianto di un cuore di maiale geneticamente modificato era stato considerato un notevole successo medico. Tutto sembrava essere andato per il meglio ma 40 giorni dopo, il paziente, David Bennett Sr., 57 anni, ha iniziato ad avere problemi di salute, morendo due mesi dopo l’intervento.

In una dichiarazione rilasciata dell’University of Maryland a marzo, un portavoce ha affermato che “al momento della sua morte non era stata identificata alcuna causa evidente di decesso” e che si era in attesa di un rapporto completo. Ora la “MIT Technology Review” ha appreso che il cuore di Bennett è stato colpito dal citomegalovirus suino, un’infezione prevenibile collegata a effetti devastanti sui trapianti. La presenza del virus del maiale e gli sforzi disperati per sconfiggerlo erano già stati descritti da Bartley Griffith dell’Università del Maryland, il chirurgo di Bennett, durante un webinar trasmesso in streaming online dall'”American Society of Transplantation” il 20 aprile.

La questione è ora oggetto di un’ampia discussione tra gli specialisti, con alcuni che ritengono che il virus abbia contribuito alla morte di Bennett e sia stato un possibile motivo per cui il cuore non è durato più a lungo. “Stiamo iniziando a capire perché è morto”, ha detto Griffith, che crede che il virus “forse è stato l’attore, o potrebbe essere l’attore, che ha scatenato l’intera faccenda“.