I bizzarri “poligoni” di Marte: sul Pianeta Rosso è primavera

La telecamera HIRISE a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA ha catturato una nuova bizzarra foto di Marte

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È primavera su Marte e sulla sua superficie sono “fioritimisteriosi poligoni, come mostra una nuova immagine realizzata dalla telecamera High Resolution Imaging Experiment (HIRISE). Catturata il 30 marzo 2022, l’immagine rivela un mosaico di linee bianche a zig-zag che si incrinano sul suolo marziano ad alte latitudini, con qualche spruzzo di blu e nero che si diffonde a ventaglio.

Gli zig-zag e gli spruzzi colorati sono le caratteristiche distintive della primavera marziana: si osservano quando i serbatoi nascosti di ghiaccio sotterraneo si scontrano con la superficie asciutta di Marte, hanno spiegato i ricercatori dell’Università dell’Arizona, che gestiscono la missione HIRISE. “Sia l’acqua che il ghiaccio secco hanno un ruolo importante nello scolpire la superficie di Marte alle alte latitudini,” hanno affermato gli studiosi. “Il ghiaccio d’acqua congelato nel terreno divide il terreno in poligoni“.

I bordi di questi poligoni si incrinano in primavera quando il ghiaccio superficiale si trasforma da solido a gas, un processo noto come sublimazione. Quando si verifica questa trasformazione, le aperture emettono ghiaccio secco dalla superficie marziana, lasciando depositi di particelle scuri a forma di ventaglio sparsi sul terreno, hanno spiegato i ricercatori. Laddove le particelle scure affondano nel ghiaccio secco in superficie, segni luminosi (le strisce blu-biancastre) macchiano il terreno.

Una singola apertura può aprirsi e chiudersi più volte, spruzzando particelle in diverse direzioni sulla superficie marziana a seconda del vento. Ecco perché alcune aree mostrano diverse strisce chiare e scure che sporgono da una singola presa d’aria. Sia i ventagli che i poligoni possono rimanere visibili per molti anni, deformando lentamente il paesaggio marziano mentre il ghiaccio si espande e si contrae stagionalmente.

La telecamera HIRISE è uno strumento a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter della NASA, che ha iniziato la sua missione nel 2006. Volando tra circa 250 a 216 km sul pianeta, l’orbiter ha catturato numerose immagini bizzarre negli ultimi decenni. Forse, ancora più impressionanti, sono le immagini dell’orbiter di Valles Marineris, il più grande canyon del nostro Sistema Solare (e quindi il più grande canyon conosciuto nell’universo): con una lunghezza quasi 10 volte maggiore del Grand Canyon terrestre e 3 volte più profondo, la formazione rimane un mistero della geologia marziana, gli scienziati non sono davvero sicuri di come si sia formato.

Valles Marineris Marte
Credit: NASA / JPL-Caltech