Energia, il nuovo decreto in Consiglio dei Ministri è un flop: solo proroghe, nessuna nuova misura

Le misure contenute nella bozza del nuovo decreto per il contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto che contiene “misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale per il terzo trimestre 2022 e per garantire la liquidità delle imprese che effettuano stoccaggio di gas naturale”.  

Ci si aspettava nuove misure per contenere una crisi che continua ad aggravarsi, invece dal provvedimento emergono solo proroghe delle misure adottate finora, che hanno già dimostrato di non avere effetto sui costi energetici e di conseguenza sulle tasche dei cittadini. Anzi i costi sono ulteriormente aumentati da quando erano state adottate le misure precedenti. Così mentre oggi la Spagna annuncia di aver dimezzato l’Iva su tutta l’energia (luce compresa) dal 10 al 5%, il Governo italiano proroga le vecchie misure, invece di trovarne di nuove che siano in grado di far fronte ad una situazione sempre più critica. Il tutto mentre continua ad incassare cifre enormi con l’extragettito che rende profitti speculativi enormi.

Oneri di sistema e Iva 

Valgono 3,27 miliardi gli interventi del nuovo decreto che proroga nel terzo trimestre gli interventi contro il caro bollette. Dalla bozza del decreto, composto da 6 articoli, emerge l’azzeramento degli oneri generali di sistema nel settore elettrico per il terzo trimestre 2022 e la riduzione dell’Iva e degli oneri generali nel settore del gas. Per quanto riguarda le bollette del gas, si legge, “le fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di luglio, agosto e settembre 2022, sono assoggettate all’aliquota Iva del 5 per cento.  

Garanzie alle imprese per lo stoccaggio del gas  

Nel provvedimento anche le garanzie sugli stoccaggi. La bozza del decreto stabilisce anche garanzie alle imprese che effettuano stoccaggio di gas naturale per le esigenze di liquidità connesse al riempimento degli stoccaggi, a fronte dei prezzi più alti e alle minacce di riduzione delle forniture che giungono dalla Russia. Il testo spiega che la misura viene introdotta per far fronte alle mutate esigenze di liquidità causate dall’aumento del prezzo della materia prima o all’interruzione dell’approvvigionamento. Quindi, si applicano anche alle imprese che effettuano stoccaggio di gas naturale le misure temporanee per il sostegno alla liquidità delle imprese tramite garanzie prestate da SACE previste dall’articolo 15 del dl 17 maggio n. 50, il ‘decreto Aiuti’, al quale viene fatto seguire un articolo 15 bis.  

Contributo solidarietà società di import di gas  

Le imprese che importano gas in Italia dovranno versare un contributo che verrà versato alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA). Nel testo non c’è ancora la percentuale che le imprese importatrici dovranno versare, ma viene spiegato come dovrà essere calcolato. Viene inoltre previsto che l”obolo’ venga reso in casa di perdita. “Ai soggetti che abbiano registrato, nel bilancio certificato dell’esercizio o degli esercizi che includono il periodo oggetto dell’intervento, una perdita – si legge infatti nel testo – sono restituiti gli importi precedentemente versati nei limiti del valore della perdita”.