Caldo e siccità: a Milano maggio da record

Prosegue il periodo con precipitazioni molto al di sotto della media

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A Milano la primavera meteorologica – stagione compresa tra l’1 marzo e il 31 maggio – è stata più calda della norma, con un maggio caratterizzato da valori record nelle temperature, e tra le più asciutte di sempre: è quanto emerge dalle rilevazioni della Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo. La stazione meteorologica di Milano centro (presso la sede centrale dell’Università degli Studi di Milano) ha infatti registrato solo 55.7 mm di precipitazioni contro i 237.5 mm del CLINO di riferimento 1991-2020, un dato che risulta il secondo più basso di sempre dopo quello del 1997 (pari a 25,6 mm).

La temperatura media del trimestre è stata invece di 15.6°C, superiore di 0.8°C al valore tipico del periodo. Maggio, in particolare, con una temperatura media di 21.6°C è risultato essere il secondo più caldo dal 1897 (anno a partire dal quale sono disponibili i dati digitalizzati) a oggi, superato solo da quello del 2003; la media delle temperature minime, 17.4°C, è stata invece la più alta di sempre. Per ben diciannove giorni consecutivi, dal 10 al 28, le massime sono state superiori ai 25°C, e il 21 maggio è stata rilevata anche la temperatura più elevata della stagione (32.8°C). Nel corso del mese si sono inoltre verificate 7 “giornate di calura” (cioè con temperatura massima superiore ai 30°C) contro una media di riferimento di 2.2 giornate per l’intero trimestre e 6 “notti tropicali” (con temperatura minima maggiore di 20 °C), numero decisamente superiore alla media CLINO riferita all’intera stagione, che è di una sola. La temperatura minima più elevata è stata registrata il 27 maggio (21.7°C).

Marzo e aprile, contraddistinti da una alternanza tra fasi calde e periodi più freddi, hanno invece chiuso con una temperatura media perfettamente in linea con quella del CLINO 1991-2020: rispettivamente 10.8 e 14.5°C. Se confrontati però ai 9.3 e 13.4 °C che rappresentano i corrispondenti valori del CLINO 1961-1990, utilizzato come parametro di riferimento per gli studi sui cambiamenti climatici, anche questi due mesi risultano essere stati più caldi della norma, confermando la tendenza degli ultimi anni a un generale aumento delle temperature. Tra le fasi più calde del semestre è da segnalare anche quella verificatasi ad aprile prima della Pasqua, quando la massima ha raggiunto il valore di 25.7 °C il giorno 15. La minima assoluta del trimestre (2.3 °C) è stata invece rilevata il 9 marzo, mentre il giorno precedente è stata registrata la massima più bassa (9.2 °C). Per quanto riguarda le precipitazioni, nel corso della stagione si sono avuti solo 10 giorni di pioggia, in cui cioè si è avuto un cumulato di almeno 1 millimetro: meno della metà di quanti previsti dal CLINO 1991-2020 per il trimestre primaverile (22.4). A cavallo tra l’inverno e la primavera si sono susseguiti 42 giorni consecutivi senza precipitazioni, ai quali hanno fatto seguito, dopo soli due giorni di pioggia, altri 22 giorni asciutti. Il primo temporale dell’anno si è verificato nel tardo pomeriggio dell’1 aprile. Poiché la maggior parte degli episodi di pioggia sono stati a carattere temporalesco, e quindi molto localizzati, si sono verificate notevoli differenze tra i quantitativi registrati nelle varie zone della città: il dato più notevole riguarda Milano Bovisa, dove la stazione meteorologica ha rilevato 118 mm di precipitazioni, più del doppio rispetto a Milano Centro. Questi dati mostrano come stia proseguendo il periodo con precipitazioni molto al di sotto della media iniziato ormai nel dicembre scorso.