Gas: perché la Germania rischia grosso

La Germania sta preparando consumatori e imprese per tempi difficili: i tagli alle forniture di gas russo stanno indebolendo l'economia tedesca

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La Germania, la più grande economia europea, sta affrontando una crisi energetica senza precedenti sulla scia dell’invasione russa in Ucraina. Quello che era iniziato come un vago presentimento sulla riduzione delle forniture di gas russo è ormai realtà. Dopo che il Presidente Vladimir Putin ha ridotto del 60% i flussi sul collegamento principale con l’Europa, questa settimana gli esperti dell’amministrazione del cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno elaborato gli scenari e nessuno di questi ha portato a riserve sufficienti per superare l’inverno. 

I rischi vanno oltre una recessione e un inverno di case gelate e fabbriche chiuse. Per decenni, la Germania ha prosperato grazie al gas a basso costo. La risposta alle esigenze dell’economia in crescita il più delle volte era un nuovo gasdotto verso la Russia. Quell’era è finita ora e le aziende da, BASF a Volkswagen, stanno facendo i conti con la nuova realtà. 

Ci saranno soluzioni rapide, come il rilancio delle centrali a carbone e il cambio di combustibili nei processi industriali, ma i problemi strutturali incombono poiché la transizione verso l’energia rinnovabile a prezzi accessibili richiederà ancora anni. Le aziende che producono metalli, carta e persino cibo potrebbero essere costrette a ridimensionare o chiudere i siti di produzione tedeschi, accelerando un costante esodo di posti di lavoro nel settore manifatturiero e lasciando danni permanenti al panorama economico del Paese. 

Gli ultimi dati mostrano che ci vorrebbero 115 giorni per raggiungere l’obiettivo del governo di riempire le riserve di gas al 90% della capacità entro novembre. Tale lasso di tempo presuppone che i flussi rimangano al livello attuale, il che è improbabile data la posizione sempre più aggressiva del Cremlino nei confronti dell’Europa in rappresaglia per le sanzioni imposte sulla guerra russa in Ucraina. 

Davanti alle cupe prospettive, nei giorni scorsi, la Germania, che fa ancora affidamento sulla Russia per più di un terzo delle sue forniture di gas, ha elevato il suo livello di minaccia al secondo più alto, ossia “allarme”. Se la stretta diventerà più forte, la Germania potrebbe iniziare a razionare le forniture. Il momento della verità arriverà probabilmente il mese prossimo, quando il gasdotto Nord Stream verrà interrotto per manutenzione programmata. La Germania teme che potrebbe non tornare mai più. “Dovrei mentire se dicessi che non lo temo“, ha detto il Ministro dell’Economia Robert Habeck in un’intervista con l’emittente pubblica ZDF nei giorni scorsi. 

Il vicecancelliere tedesco ha tracciato un parallelo tra la stretta del gas e il ruolo di Lehman Brothers nell’innescare la crisi finanziaria. Se i fornitori di energia continuano ad accumulare perdite essendo costretti a coprire le forniture russe mancanti a prezzi elevati, c’è il rischio di un collasso più ampio. Uniper, il più grande importatore di gas russo della Germania, ha già avvertito che potrebbe incontrare difficoltà nell’adempimento dei contratti di fornitura alle utility e ai produttori locali se Mosca prolunga o aumenta i tagli del gas. 

La crisi si è già estesa ben oltre la Germania, con 12 stati membri dell’Unione Europea colpiti dai tagli alle forniture e 10 che hanno emesso un preallarme ai sensi della normativa sulla sicurezza del gas. La crescente domanda europea di gas naturale liquefatto (GNL) colpirà anche le nazioni più povere di tutto il mondo poiché lotteranno per competere per i carichi. 

Siamo preoccupati” che la Russia interromperà le forniture di gas all’Europa, ha affermato ieri il Presidente estone Kaja Kallas al vertice dell’UE a Bruxelles. “Dobbiamo essere preparati ad avere diversi mix energetici, acquisti uniti di gas liquefatto e fare queste cose insieme”. 

Gli scenari di BNetzA, l’agenzia di regolazione della rete elettrica che gestirebbe la distribuzione del gas della Germania in caso di razionamento, tengono conto di una serie di misure di emergenza, tra cui due terminali galleggianti per il GNL che entreranno in funzione questo inverno, un’asta del gas per incoraggiare i consumatori di gas industriale a risparmiare e un programma da 15 miliardi di euro del governo per l’acquisto di gas sul mercato spot. 

I siti di stoccaggio in Germania devono essere riempiti il prima possibile”, ha affermato Sebastian Bleschke, capo di INES, l’associazione degli operatori di stoccaggio tedeschi. “Per alcuni siti, la finestra di opportunità si sta chiudendo”. 

Gli economisti stanno cercando di definire la portata del rischio, ma è una sfida. Il Presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha affermato che il 75% di ciò che la banca ha sbagliato nella sua previsione sull’inflazione lo scorso anno è stato dovuto ai prezzi dell’energia. Gli istituti economici tedeschi hanno avvertito ad aprile che un arresto immediato delle importazioni russe di petrolio e gas naturale causerebbe un colpo di 220 miliardi di euro alla produzione nei prossimi due anni. La Bundesbank stima che l’economia tedesca si ridurrà di oltre il 3% nel 2023 se le forniture energetiche russe si interromperanno. Sarebbe il peggior crollo al di fuori delle recessioni innescate dalla pandemia di Covid-19 e dalla crisi finanziaria globale. 

Le prospettive sono già cupe. Gli ordini di produzione nelle fabbriche sono diminuiti negli ultimi tre mesi, i costi sono in aumento e la fiducia si sta sgretolando. La misurazione delle aspettative aziendali attentamente osservata dall’Istituto Ifo è scesa inaspettatamente questo mese. 

Per ora, le aziende si stanno preparando a una riduzione prolungata dell’energia. BASF, il più grande produttore di prodotti chimici in Europa, potrebbe ridurre la produzione a causa dell’aumento del costo del gas, che viene utilizzato come materia prima nella produzione e per generare elettricità. BMW, il più grande produttore mondiale di auto di lusso, potrebbe acquistare elettricità piuttosto che bruciare gas nelle proprie centrali elettriche in loco. 

La Germania sta preparando consumatori e imprese per tempi difficili. Klaus Mueller, a capo di BNetzA, ha avvertito che le famiglie potrebbero dover affrontare il raddoppio o il triplo delle bollette del gas e ha invitato le persone a risparmiare denaro ed energia. Habeck ha fatto appello al senso di solidarietà dei tedeschi per respingere gli attacchi energetici di Putin.