Livello del mare in aumento: entro il 2100 fino a 1 metro nel Mediterraneo, 72 cm a Venezia

Sono stati presentati i risultati del progetto Savemedcoasts-2 e lo stato dell'arte sui rischi costieri connessi all'aumento del livello del mare indotto dai cambiamenti climatici e dalla subsidenza costiera nel Mediterraneo

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In corso a Roma oggi la conferenza finale del progetto Savemedcoasts-2 (Sea level rise scenarios along the Mediterranean coasts), coordinato dall’INGV (che la ospita nella sua sede), che dal 2019 ha avuto l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle comunità costiere di zone specifiche del Mediterraneo maggiormente esposte ai rischi di inondazione causati dell’aumento del livello marino dovuto ai cambiamenti climatici e alla subsidenza, finanziato dal Directorate General for Civil Protection and Humanitarian Aid Unions dell’Unione europea (Dg-Echo). Sono stati presentati i risultati del progetto e lo stato dell’arte sui rischi costieri connessi all’aumento del livello del mare indotto dai cambiamenti climatici e dalla subsidenza costiera nel Mediterraneo e visualizzando gli scenari futuri fino al 2100 attraverso le mappe interattive prodotte.

In particolare, sono stati illustrati gli scenari di aumento del livello marino fino al 2100 in zone specifiche in Italia, Grecia, Spagna, Francia ed Egitto, per effetto del cambiamento climatico e della subsidenza; gli effetti attesi sulle coste (e non solo) in occasione di eventi estremi in condizioni di livello del mare più alto; la valutazione degli impatti socio-economici e dei rischi dell’aumento del livello del mare, utili per le misure di prevenzione e mitigazione; il caso della laguna di Venezia; il punto di vista degli stakeholder e la divulgazione scientifica nelle scuole con la campagna di informazione ‘KnowRiskFlood’ attuata in Italia, Spagna, Grecia e Cipro.

Con Savemedcoasts-2, seconda fase operativa del progetto europeo Savemedcoasts partito nel 2019, abbiamo concentrato gli sforzi su alcuni dei principali delta fluviali e zone lagunari del Mediterraneo, dove la subsidenza naturale e antropica accelera gli effetti dell’ingressione marina, con conseguenti maggiori rischi di sommersione di tratti costieri ad alto valore naturale ed economico ed effetti a cascata sulle attività umane,” ha spiegato Marco Anzidei, ricercatore dell’INGV e coordinatore del progetto. “In particolare, con il Comune di Venezia, partner di Savemedcoasts-2, abbiamo valutato i nuovi scenari attesi per questa città costiera da qui al 2100 allo scopo di preparare la popolazione alle emergenze come quella del novembre 2019, quando il livello marino ha raggiunto i 188 cm di altezza. I risultati ottenuti, che saranno presto inseriti nei piani di rischio della città lagunare, saranno presentati nel corso della conferenza finale“.

Il livello del mare Mediterraneo

Dalla conferenza di presentazione dei risultati finali del progetto europeo Savemedcoasts-2 è emerso che entro il 2100 il livello del mare Mediterraneo potrebbe aumentare da 60 fino a 100 centimetri per colpa del riscaldamento globale: a rischio oltre 38mila chilometri quadrati di coste (una superficie quasi pari a quella della Svizzera), dove aumenteranno le aree sommerse e saranno amplificati gli effetti di mareggiate e tsunami con conseguente rischio di inondazione marina.

Tra il 2013 e il 2021 il livello medio del mare globale èaumentato di circa 4,5 millimetri all’anno, e questo incremento è in accelerazione, anche nel Mediterraneo,” ha spiegati Anzidei. “Gli aumenti attesi variano da luogo a luogo, con valori minimi che vanno da circa 65 centimetri, dove le coste non sono soggette a subsidenza (abbassamento del suolo) o movimenti geologici, fino a superare ampiamente il metro“. Gli esperti di Savemedcoasts-2 hanno elaborato le stime attraverso analisi di dati satellitari, reti di monitoraggio geofisico e laser da aerei, incrociati coni dati climatici del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc). In particolare, hanno preso in considerazione sei casi di studio corrispondenti ad altrettante zone a rischio: il delta del fiume Ebro in Spagna, la laguna di Venezia e l’area di Metaponto in Italia, la pianura di Chalastra in Grecia, il delta del fiume Rodano in Francia e il delta del fiume Nilo in Egitto.

Il caso Venezia

I risultati del progetto europeo Savemedcoasts-2 hanno anche evidenziato che entro il 2100 il livello medio del mare a Venezia potrebbe salire di 72 centimetri: come dire che piazza San Marco potrebbe essere quasi perennemente allagata in assenza del Mose. Le paratie dovranno dunque alzarsi sempre più spesso, anche per proteggere la laguna, dove gli scenari sono peggiori. L’isola di Sant’Erasmo, per esempio, rischia di essere completamente sommersa. Secondo i calcoli degli esperti, nello scenario più favorevole, entro il 2100 l’aumento del livello medio del mare a Venezia potrebbe raggiungere i 45 centimetri. Nello scenario più pessimistico, potrà salire fino a 84 centimetri rispetto a quello del 2005.

Tutta la laguna è a rischio – ha proseguito Anzidei – anche se l’isola di Venezia potrà subire effetti leggermente inferiori per via della sua minore subsidenza“, con un abbassamento del suolo che è in media pari a circa 1,5 millimetri all’anno. “Grazie ai dati satellitari siamo riusciti a misurare la velocità di subsidenza con una precisione millimetrica, stimando l’innalzamento dei mari nei diversi scenari climatici dell’Ipcc“.

Minacciata anche la costa ionica di Metaponto

L’innalzamento del mare minaccia anche la costa ionica di Metaponto, dove il livello medio potrebbe salire fino a un massimo di 80 centimetri entro il 2100 per colpa del riscaldamento globale. Oltre 500 ettari di territorio sarebbero esposti al rischio di inondazioni per esondazioni fluviali e mareggiate.

La zona del Basento presenta una forte erosione costiera: il retroterra, che si trova dietro una fascia di dune, è più basso del livello del mare: questo significa che se il mare dovesse alzarsi superando questa barriera, potrà allagare diversi chilometri quadrati di costa,” ha affermato Anzidei. “La fascia costiera qui è molto lunga e non possiamo pensare di proteggerla costruendo barriere come il Mose di Venezia: per questo serve una forte riduzione dei gas serra, una strategia globale che parte dai nostri comportamenti quotidiani. Proprio per aumentare questa consapevolezza, il progetto Savemedcoasts-2 si è impegnato in un’intensa attività di divulgazione a partire dalle scuole: ancora oggi nei libri scolastici si parla di cambiamento climatico facendo riferimento alla siccità e alla desertificazione, ma in realtà bisogna considerare anche i forti impatti ambientali e socio-economici che potranno derivare dall’innalzamento dei mari“.