Saudi Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi dell’Arabia Saudita, ha notificato ad almeno 5 raffinerie dell’Asia settentrionale, per lo più cinesi, che fornirà volumi di greggio inferiori a quelli contrattualizzati: lo riporta Reuters. I tagli alle raffinerie cinesi arrivano mentre il petrolio russo più a buon mercato si dirige in abbondanza verso la Cina, che si è rifiutata di imporre sanzioni alla Russia per la guerra in Ucraina. Inoltre la domanda di petrolio cinese è stata depressa da restrizioni e lockdown per il Covid-19 che in Cina continuano anche negli ultimi mesi.
Al contrario, la domanda di petrolio saudita è aumentata in Europa, dove l’Unione Europea ha scelto di tagliare il più possibile il greggio importato dalla Russia cercando altri fornitori. L’offerta di petrolio saudita è molto limitata nel mercato, ed è anche la più costosa. L’Europa, quindi, si ritroverà a pagare sempre di più, mentre la Cina tramite la Russia pagherà sempre di meno. L’Arabia Saudita e gli altri stati dell’OPEC+ hanno concordato questo mese di aumentare la produzione per compensare le perdite di produzione russe di 648 mila barili al giorno già quest’estate.


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