Sull’Adamello i ghiacciai si sciolgono e riemergono ordigni della Prima guerra mondiale | FOTO

I ghiacci dell'Adamello si ritirano e riemergono, ancora, reperti risalenti alla Prima guerra mondiale: è un buon segno oppure è un fatto preoccupante?

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Due giorni fa, in quel che resta del ghiacciaio dell'Adamello, sono stati ritrovati ordigni bellici e altri oggetti risalenti alla Prima guerra mondiale, combattuta tra il luglio 1914 e il novembre 1918. “Qui solo il vento bussa alla porta. Chiunque si avventuri a queste altitudini abbia cura di sé e non tocchi nulla, avvisando chi di dovere”, si legge sulla pagina Facebook ‘Ta Pum’, a commento delle foto scattate da Michele Ghirotti.

Tra i commenti al post c’è chi si chiede “se dopo 100 anni con il disgelo saltano fuori tutti quei reperti, significa che anche a quel tempo c'era il disgelo e tutta quella neve che ha formato i ghiacciai è venuta dopo e ci è rimasta per un secolo?”. Il ghiacciaio è “vivo”, spiega qualcuno, in quanto “si espande e si ritira, e soprattutto si muove, ciò che viene lasciato sopra il ghiacciaio col tempo viene inglobato nel suo interno ed esce al suo scioglimento, magari anche a centinaia di metri di distanza”.

Chi gestisce la pagina è speranzoso, in merito al riscaldamento e allo scioglimento dei ghiacciai: “credo che il ghiaccio ora sciolto si sia formato dopo il conflitto mondiale. Detto questo non escludo che futuri inverni possano permettere nuova espansione del ghiaccio. Confido che la natura sia sempre più forte dell'ignoranza umana e ricordo come nel ‘700, a seguito della cosiddetta piccola glaciazione, gela pure il lago di Garda”. La ‘piccola glaciazione’ di cui si parla altro non è che un brusco raffreddamento del clima, il quale caratterizzò il periodo tra il 1450 ed il 1850, prendendo il nome di Piccola Era Glaciale, interessando soprattutto l'emisfero boreale. Non si tratta di un periodo per il quale si possono avere dati precisi, data l’assenza di termometri o stazioni meteorologiche, ma ciò che è noto è stato ricostruito tramite racconti, dipinti e altre opere d’arte.

Quello del 1708-09, in effetti, fu l’inverno più rigido in assoluto di quell’epoca. In particolare fu il mese di gennaio a battere ogni record, con temperature che a Berlino sfiorarono anche i -30°C. Fu proprio quello l’anno in cui, per la prima ed unica volta nella sua storia, gelò interamente anche il Lago di Garda. A Parigi si arrivò a -23°C e i porti di Marsiglia, Genova e Venezia erano letteralmente gelati. La zona mediterranea vide morire numerose piante di ulivo, vigneti e agrumi. Sempre quell’anno, in Baviera nevicò a luglio.

I reperti dell’Adamello sono nettamente successivi a quest’epoca, ovviamente, ma dimostrano come, in effetti, i ghiacciai dovessero essere ridotti rispetto ai decenni successivi. Il dubbio è che le bombe ritrovate due giorni fa siano cadute dall’alto per poi essere inglobate nel ghiaccio, ma altri ritrovamenti (visibili nelle gallery fotografica in basso), come ad esempio dei cavi telefonici, portano verso la deduzione che quegli oggetti fossero lì perché anche i militari e i loro accampamenti erano lì. E i ritrovamenti di corpi in anni recenti ne sono un’ennesima prova.