Commenti su motivazioni della Sentenza di Processo di Appello su Bonifica di Bagnoli

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Auriemma Giovanni, De Vivo Benedetto, Manno Maurizio

Commenti su motivazioni della Sentenza di Processo di Appello su Bonifica di Bagnoli

Il Corriere del Mezzogiorno del 19.4.22 ha pubblicato il nostro intervento “Noi Consulenti del PM Buda: Ecco la verità” in risposta a quello, che potremmo definire “trionfalistico”, che Riccardo Marone (ex Vice Sindaco di Napoli e Presidente di BagnoliFutura) aveva pubblicato sulla stessa testata (“Bagnoli: Politica subalterna alle indagini”; 14.4.22) a seguito della Sentenza di Assoluzione degli imputati emessa dai Giudici del Processo di Appello sulla bonifica di Bagnoli. Marone, nel suo a dir poco capzioso e malevolo articolo, aveva espresso alcune pesanti insinuazioni nei confronti di noi CCTT facendo intendere che la PM Stefania Buda sarebbe stata vittima delle teorie fasulle dei suoi CCTT. In realtà nel nostro articolo, oltre a precisare che non c’era alcun teorema fasullo da parte nostra, avevamo solo ribadito di esserci limitati a rispondere rigorosamente ai quesiti che ci aveva posto la PM Buda, ovvero accertare se nelle aree supposte essere state bonificate e certificate (con la partecipazione di tutti gli Enti pubblici competenti: ARPAC, Uff. Dip. Ambiente Comune di Napoli, Ministero Ambiente, Provincia di Napoli) fossero ancora presenti contaminanti che potessero giustificare la patologia da cui era affetta la denunciante Adele Iandolo, residente in area Cavalleggeri adiacente a sito ex industriale di Bagnoli. Nel nostro articolo del 19.4.22 facevamo notare a Marone, che prima di commentare una Sentenza è doveroso leggerne le Motivazioni. Cosa evidentemente ritenuta superflua da Marone.

Ora, la lettura delle Motivazioni conferma definitivamente che la bonifica NON era stata eseguita come avrebbe dovuto, e anzi che le attività condotte da BagnoliFutura SpA hanno determinato addirittura un significativo aggravamento ambientale. Esattamente i risultati ai quali eravamo pervenuti noi CCTT della PM Buda. Nonostante ciò, la Corte di Appello (CA) ha stabilito che gli imputati sono tutti innocenti. Insomma il morto c’è… ma rimangono ignoti gli assassini. Noi non siamo Giuristi, e nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, sappiamo che nessuno deve essere considerato colpevole fino al verdetto del III grado di giudizio (Cassazione). Riteniamo comunque, quantomeno a livello logico, che nella Sentenza di assoluzione della CA c’è qualcosa che proprio non quadra. In verità, con nostra piena soddisfazione, quanto da noi riscontrato in fase pre-processuale (e poi interamente confermato dal Perito dei Giudici nel Processo di I Grado, dott. C. Galli) anche secondo i giudici di CA corrisponde alla verità fattuale. Viceversa, a nulla hanno portato le fantasie sparse a piene mani dai Consulenti di parte, che addirittura arrivarono a sostenere che l’inquinamento a Bagnoli fosse provocato, anziché dai residui industriali, da semplice traffico veicolare e da un giacimento petrolifero in formazione a 100 m di profondità, in sedimenti vecchi di circa 12.000 anni… Una bufala colossale, quest’ultima, spacciata per scienza!

Tornando alle Motivazioni, riteniamo molto singolare che la Legge da un lato preveda che in un Sito di Interesse Nazionale (nel caso di Bagnoli dovuto ad inquinamento prodotto da attività industriali pregresse) debba essere fatta la bonifica, ma dall’altro ritenga penalmente irrilevante che la bonifica stessa non sia stata poi fatta (vedi: De Vivo B., 2022.  Il risanamento di un sito industriale dismesso. Bagnoli: davvero un caso unico al mondo? https://www.meteoweb.eu/2022/03/il-risanamento-di-un-sito-industriale-dismesso-bagnoli-davvero-un-caso-unico-al-mondo/1777807/). Come è possibile che lo Stato stanzi centinaia di milioni di Euro da destinare alle attività di bonifica e che il Comune di Napoli costituisca una Società Partecipata ad hoc (BagnoliFutura SpA) per effettuare la bonifica stessa, peraltro con l’elargizione di mezzi ingenti e stipendi molto lauti a presunti “esperti”, per poi, alla fine del percorso, arrivare ad accettare che la stessa Società partecipata BagnoliFutura SpA, insieme controllata e controllore, e quindi imputata insieme ad altri al Processo, certifichi di avere bonificato tutto secondo Legge? Il tutto non solo in barba al più elementare mancato rispetto del conflitto d’interesse, ma anche in assoluto contrasto con l’evidenza dei dati tecnici, ovvero i risultati ottenuti su campioni di terreni appunto supposti essere stati bonificati, ma come tali non affatto certificati, attestanti la bonifica NON eseguita. Sulla base dei nostri risultati e della conferma fornita, in eccesso e non in difetto, da quelli ottenuti dal Perito dei Giudici del Processo di I Grado, Dott. C. Galli, i Giudici della CA, riconoscono la validità delle nostre conclusioni e di quelle del Dott. Galli ma inspiegabilmente non le ritengono rilevanti penalmente.

Sulla base di tutte queste evidenze, inoppugnabili, sull’esistenza del “morto” (ovvero di un’area che rimane ancora da bonificare), sembrerebbe invece, in modo molto singolare, che gli “assassini” rimangano ignoti. Noi pensiamo che qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini perché mai la Società di Trasformazione Urbana (STU) BagnoliFutura SpA, messa in piedi e ampiamente foraggiata con denaro pubblico al fine di effettuare la bonifica, possa, pur non avendola fatta, rimanere esente da ogni responsabilità penale sul suo pessimo operato. Nonostante a Bagnoli dal 1995 ad oggi si sia già speso oltre un miliardo di Euro, il nuovo Commissario, il Sindaco di Napoli, ha già messo le mani avanti, dichiarando che per la (nuova) bonifica a Bagnoli occorre un ulteriore finanziamento di un miliardo e 300 milioni di Euro circa. Una cifra esorbitante che non trova riscontro in operazioni di bonifica fatte in migliaia di ex siti industriali dismessi, simili a Bagnoli, negli USA, in Europa e in Asia. Si rimane allibiti, nell’apprendere che la nuova gestione del Sindaco di Napoli, riproponga la phytoremediation come tecnologia per eliminare i contaminanti (in particolare IPA, PCB e Idrocarburi Totali) dal sito ex industriale. E’ il caso di ripetere che tali composti organici sono sostanze recalcitranti, alias non vanno in soluzione. Come quindi piantine con 20 cm di radici possano eliminare sostanze NON in soluzione, con una falda acquifera compresa fra 2 e 4-5 m di profondità, è cosa che dovrebbe essere scientificamente spiegata e dimostrata… (vedi: De Vivo B., 2022. Il risanamento di un sito industriale dismesso. Bagnoli: davvero un caso unico al mondo? https://www.meteoweb.eu/2022/03/il-risanamento-di-un-sito-industriale-dismesso-bagnoli-davvero-un-caso-unico-al-mondo/1777807/).

Per dettagli e ulteriori valutazioni rimandiamo alla lettura del nostro libro “Il risanamento di un sito industriale dismesso. Bagnoli: davvero un caso unico al mondo?” di De Vivo B., Auriemma G. e Manno M., 2021, La Valle del Tempo Editore, Napoli, in cui facciamo la cronistoria della vicenda Bagnoli dal 1991 a oggi, con una discussione dei principali aspetti tecnici più approfondita di quanto sia qui concesso, senza peraltro entrare nel merito degli aspetti giudiziari in quanto non di nostra competenza.

Giovanni Auriemma: Libero Professionista;

Benedetto De Vivo: Prof. Straordinario presso Univ. Telematica Pegaso, Napoli; e Adjunct Prof: presso Virginia Tech, Blacksburg, VA, USA; Nanjing Univ, Nanchino, Cina; Hubei Polytechnic Univ, Huangshi, Cina; 2019 Gold Medal Award dell’Association of Applied Geochemistry. Già Prof. Univ. di Napoli Federico II.

Maurizio Manno: Già Prof. Univ. di Napoli Federico II.