Covid, Oms: variante BA.2.75 in 15 Paesi, si indaga se più trasmissibile o più grave

Secondo l'Oms la nuova sottovariante BA.2.75 del Covid-19 è attualmente presente in 15 paesi

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Attualmente la sua presenza è appurata in 15 Paesi, secondo l'ultimo bollettino settimanale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La quota di sequenze della nuova sottovariante BA.2.75 resta al momento stabile, a un livello molto basso a livello globale. E nel dominio della famiglia Omicron, guidato da BA.5, il contributo che potrà arrivare dalla new entry – definita sui social con il nomignolo 'Centaurus' – è ancora tutto da decifrare, precisa l'Oms.

Da quando la variante Omicron di Sars-Cov-2 si è presa la scena, "sono emerse diverse sottovarianti e alcune di queste sono monitorate dall'Oms. BA.2.75 – spiega l'Agenzia Onu per la salute – è una sottovariante di Omicron sotto monitoraggio. Le prime sequenze sono state segnalate a partire da maggio 2022. BA.2.75 ha 9 ulteriori mutazioni nella proteina Spike rispetto a BA.2 (Omicron 2), dalla quale è gemmata".

Come puntualizza però l'Oms, "non ci sono ancora evidenze che permettano di definire la misura in cui queste mutazioni influiscono sulla trasmissibilità e sulla gravità della malattia rispetto ad altri lignaggi circolanti". Nel dettaglio, al 18 luglio le sequenze di BA.2.75 inviate alla banca dati Gisaid da 15 Paesi sono state in tutto 250, secondo i dati riportati nell'ultimo aggiornamento.

L'Oms però precisa: "Le tendenze attuali che descrivono la circolazione delle sottovarianti di Omicron dovrebbero essere sempre interpretate tenendo in debita considerazione le limitazioni dei sistemi di sorveglianza di Sars-CoV-2, e considerando le differenze nella capacità di sequenziamento e nelle strategie di campionamento tra Paesi, nonché i cambiamenti nelle strategie di campionamento e le riduzioni dell'attività su test e sequenziamenti che si stanno verificando in diversi Paesi del mondo".