Covid, lo studio ISS sui bambini tra 5 e 11 anni: il vaccino li protegge meno del previsto

Su Lancet lo studio di ISS e Ministero della Salute. Protezione del vaccino moderata contro la variante Omicron: 29% contro l’infezione e 41% contro la malattia grave

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L’efficacia del vaccino anti Covid-19” sui bambini nella fascia di età tra 5 e 11 anniè risultata più bassa rispetto a quella riscontrata negli studi autorizzativi, con una protezione del 29% contro l’infezione e del 41% contro la malattia grave“: è uno dei risultati principali dello studio di Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute sull’efficacia delle vaccinazioni pediatriche anti-Covid, pubblicato su Lancet. Le suddette percentuali sono ben al di sotto dell’efficacia calcolata nella sperimentazione di fase 3 di Pfizer, superiore al 90%, ma con un intervallo di credibilità molto ampio (67-99%). Questi livelli protettivi sono inoltre inferiori a quelli che lo stesso vaccino ha conferito agli adolescenti ed agli adulti, mediamente ben superiori al 50% per l’infezione e molto più alti per la malattia.

Lo studio ha esaminato i dati di oltre un milione di bambini vaccinati con due dosi, 134mila con una dose e 1,8 milioni di non vaccinati. L’efficacia è stata stimata incrociando i dati del Sistema di Sorveglianza Integrata COVID-19 e quelli dell’anagrafe vaccinale nazionale, prendendo in considerazione tutti i bambini tra i 5 e gli 11 anni che non avevano avuto una diagnosi di infezione precedente seguiti tra il 17 gennaio e il 13 aprile 2022, un periodo caratterizzato dalla dominanza della variante Omicron.

Ecco i principali risultati, così come riportati da Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute:

  • Nel periodo considerato sono stati notificati al Sistema di Sorveglianza circa 767mila casi nella fascia 5-11 anni. L’incidenza più alta si è avuta nel gruppo dei non vaccinati (426,9 ogni 100mila ‘giorni persona’), e la più bassa nei vaccinati con due dosi (234,5 ogni 100mila ‘giorni persona’).
  • Sempre nel periodo considerato si sono verificati 644 casi severi di COVID-19, tutti ospedalizzati. Tra questi si sono verificati 15 ricoveri in terapia intensiva e due decessi, solo tra i non vaccinati. L’incidenza di malattia severa è risultata doppia nei non vaccinati (0,6 ogni 100mila ‘giorni-persona’ contro 0,3).
  • L’efficacia del vaccino anti Covid-19 è risultata più bassa rispetto a quella riscontrata negli studi autorizzativi, con una protezione del 29% contro l’infezione e del 41% contro la malattia grave, ma per i non vaccinati l’incidenza delle forme severe della malattia è risultata doppia rispetto a chi aveva fatto le due dosi.
  • Questi risultati sono coerenti con quelli di altri studi di efficacia già pubblicati.

L’analisi si riferisce ad uno specifico periodo in cui era predominante la variante Omicron. Anche una protezione moderata ha contribuito in maniera significativa a ridurre gli effetti dell’infezione, soprattutto quelli più gravi, come dimostra la differenza di incidenza dei casi severi nei due gruppi,” hanno sottolineato gli autori nell’articolo pubblicato su Lancet.