Crollo Marmolada: chiuse tutte le vie di accesso al ghiacciaio. Trovati altri resti, i dispersi scendono a 5

Durante le ricognizioni svolte in mattinata sono stati trovati resti di dispersi e anche effetti personali

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E’ sceso a 5 il numero dei dispersitutti di nazionalità italiana – del crollo avvenuto sulla Marmolada domenica pomeriggio: alcuni turisti stranieri che avevano lasciato l’auto al parcheggio, e dunque inseriti nella lista degli eventuali dispersi, hanno recuperato il mezzo. Identificato anche il giovane ricoverato a Treviso, si tratta di un ragazzo di Fornace, in Trentino. Sono state tutte ricondotte ai proprietari le automobili che erano parcheggiate a passo Fedaia, sotto la Marmolada. I soccorritori hanno abbinato le vetture ai dispersi e alle persone in vita: non ne rimane nessuna da attribuire.  

Il bilancio ufficiale delle vittime resta fermo a 7. Secondo fonti investigative, 4 vittime sono di nazionalità italiana, due della Repubblica Ceca e una terza vittima dovrebbe essere una donna trentina. Le vittime a questo punto sarebbero tutte identificate ma sui nomi si mantiene ancora del riserbo. La Procura di Trento spiega anche che “i feriti sono sette, di cui uno dimesso, e i dispersi sono cinque“. Durante le ricognizioni svolte in mattinata con i droni lungo la via normale sono stati trovati resti di dispersi e anche effetti personali: lo ha comunicato il presidente nazionale del soccorso alpino Maurizio Dellantonio.

Abbiamo trovato tanti reperti in questi ultimi due giorni, sono delle cose molto dolorose; personalmente posso solo pensare che che quello che c’è sotto è come quello che c’è sopra,” ha dichiarato Dellantonio. “Ci sono parti umane, di dimensioni molto piccole, tanti neanche collocabili in una parte del corpo o l’altra. Tutti quanti verranno esaminati per trovare anche un minimo di relazione tra un reperto e l’altro“. Alle famiglie delle vittime “esprimo tutto il cordoglio che tutta la comunità ha nei loro confronti. Non è la prima volta che vedo cose del genere, magari talune forse meno impegnative, altre forse anche di più; purtroppo questo è, questo bisogna accettarlo“.

Rimane il rischio di un nuovo distacco

Rimane ancora il rischio di distacco della parte di seracco rimasta ancora pericolante sulla montagna. Tutte le attività che facciamo tengono in considerazione questo aspetto. Non è così banale: uno può pensare che dopo tre giorni, visto che non è caduto, possa rimanere lì, ma non è per niente così. La parte rimanente è stata più volte visionata dagli esperti nivologici e glaciologici della Provincia che sono molto preoccupati per le fratture che si sono create a monte della parte che è rimasta. Per cui noi abbiamo il dovere di garantire la sicurezza di tutti“, ha detto Dellantonio, a margine della riunione di coordinamento sui soccorsi a Canazei. “Abbiamo già fatto un calcolo per un nuovo distacco: cioè quanti secondi ci metterebbe ad arrivare in una zona che noi riteniamo primaria e le cifre sono basse. Si parla di un paio di decine di secondi nella zona più alta. Questo ci impone di attenzionare con molta cura questa problematica”, ha aggiunto il numero uno del Soccorso alpino.  

Chiuse tutte le vie di accesso alla Marmolada

Chiusa tutta la Marmolada per motivi di sicurezza. È stata una misura drastica ma necessaria. Stiamo individuando tutte le vie di accesso al ghiacciaio e alle aree di escursioni. Invitiamo tutti ad agevolare il lavoro dei soccorritori. Il provvedimento in questo momento è indefinito a livello temporale. È una soluzione estrema nell’attesa delle analisi tecniche“: lo ha affermato il sindaco di Canazei, Giovanni Bernard. “Oggi alle 17 faremo riunione con i tecnici. Presumibilmente sabato sarà dichiarato lutto cittadino“.