“Perché la scienza diventa dogma?”. Raffaella Regoli, giornalista della trasmissione Fuori dal Coro, si è posta questa domanda in occasione della presentazione del suo libro “#Sospesa a Roma”, un “diario” in cui racconta la sua esperienza di over 50 che ha subito la sospensione dal lavoro a causa della sua scelta di non adempiere all’obbligo vaccinale.
“Quando la scienza diventa dogma finisce di essere scienza, questo è un processo che sta riguardando tutti, persino l’informazione. Dietro la parola scienza è come se si nascondesse un’altra forma di censura: qualsiasi cosa è o emergenza o scienza. Ma la scienza vuole le prove scientifiche, non il dogma”, ha affermato Regoli.
Tra gli ospiti, c’era l’endocrinologo Giovanni Frajese (Università di Roma Foro Italico), che ha risposto così alla domanda: “oggi funziona a seconda degli sponsor che hai”, riferendosi alle pubblicazioni scientifiche. “La scienza viene oggi utilizzata come se fosse, se vogliamo essere gentili, come uno sguardo in una certa direzione che dipinge la realtà. Non come un metodo di indagine della realtà stessa ma come un metodo per descrivere la realtà secondo i desiderata di qualcuno, che sono quelli che pagano per fare in maniera che questo accada. C’è un grosso problema nella scienza di oggi: la scienza ha bisogno di grossi fondi per esercitare le proprie misurazioni, che sono sempre più sofisticate”, ha detto Frajese, facendo riferimento ai fondi privati e a come questo sta facendo sì che la scienza non sia più “super partes”.


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