Il ghiaccio marino artico, minima e massima estensione da record

Il ghiaccio marino artico nelle immagini satellitari della NOAA, sempre più sottile e pericoloso per i nativi

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Gli ultimi due minimi e massimi di ghiaccio marino artico sono mostrati nelle immagini diffuse dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) in termini di età del ghiaccio marino.

Il minimo di ghiaccio marino artico del 2021 è stato osservato il 16 settembre 2021 ed è stato il 12° più basso mai registrato in rilevazioni satellitari, in quasi 43 anni, ben 1,5 milioni di km quadrati al di sotto della media 1981-2010, un’area due volte più grande del Texas. Gli ultimi 15 anni sono risultati le 15 estensioni di ghiaccio marino più basse nei record satellitari.

Il massimo del ghiaccio marino artico del 2022 è stato osservato il 25 febbraio 2022 ed è stato il 10° più basso nelle rilevazioni satellitari degli ultimi 44 anni.

In particolare, la NOAA ha evidenziato che, in entrambe le immagini, sebbene soprattutto nel massimo invernale, la quantità di ghiaccio vecchio (4 anni o più) era confinata principalmente alle acque canadesi con il ghiaccio giovane dominante.
Avere così tanta copertura di ghiaccio invernale composta da ghiaccio sottile “giovane” crea un circuito di feedback in virtù del quale è meno probabile che il ghiaccio sopravviva in estate. Ciò rende la banchisa vulnerabile a grandi cali annuali. Inoltre, il ghiaccio sottile è più pericoloso per i nativi dell’Artico che praticano ancora il loro stile di vita tradizionale, così come per le comunità costiere, poiché il ghiaccio sottile fornisce meno protezione dalle onde.