Dalla Marmolada al Jova Beach Party, l’allarme dei geologi: “quelle dune non sosterranno migliaia di persone

“Nulla contro Jovanotti - spiegano i geologi - Però gli abbiamo suggerito di poter svolgere il concerto in un altro sito della spiaggia di Barletta che è lunga ben 14 Km"

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Sono al passo Fedaia e a Canazei. Questa notte le temperature sono scese in maniera moderata tanto da permettere un minimo di rigelo alla coltre superficiale e alle varie aree del ghiacciaio e delle aree seraccate stabili. Purtroppo le temperature ora stanno rapidamente aumentando e dunque la condizione termodinamica del manto nevoso non sarà molto differente da quella di ieri, per cui il rischio di intervenire in loco è estremamente elevato. Una mano la darà la sensoristica interferometrica che è stata montata dal gruppo coordinato dal professore Nicola Casagli in modo tale da andare con maggiore sicurezza sul posto.

La situazione dei ghiacciai italiani è molto critica perché veniamo fuori da un Inverno particolarmente siccitoso anche per le precipitazioni nevose che sono state mediamente inferiore alla metà della cumulata media degli ultimi 30 anni. Inoltre sono nevicate che si sono verificate tardi, a Dicembre e nei mesi di Aprile e Maggio sono state quasi completamente assenti. Per cui, anche a causa della temperatura molto elevata, allo stato attuale tutti i ghiacciai al di sotto dei 3800 metri non mostrano più una copertura nevosa stagionale continua”. Lo ha affermato Massimiliano Fazzini, nivologo, geologo, climatologo, Coordinatore del Team sul “Rischio Climatico” della Società Italiana di Geologia Ambientale che in questo momento è proprio tra passo Fedaia e Canazei.

E proprio la Società Italiana di Geologia Ambientale, in queste ore lancia un forte appello a rivedere anche il luogo scelto a Barletta per il Jova Beach Party, al fine di tutelare la biodiversità. “Nulla contro Jovanotti, artista che amiamo e del quale condividiamo il messaggio di valorizzazione del patrimonio ambientale. Però abbiamo suggerito a Jovanotti di poter svolgere il concerto in un altro sito della spiaggia di Barletta che è lunga ben 14 Km. In quanto il sito che ad oggi è stato scelto per il concerto è ricco di biodiversità che va invece tutelata. Nel mese di maggio – ha affermato Raffaele Lopez del Consiglio Direttivo SIGEA, sezione Puglia – la Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA)-APS ha avviato la campagna di monitoraggio lungo le coste italiane chiamata “Geological Day Coste 2022” coinvolgendo anche la gente comune con l’obiettivo di divulgare la conoscenza, creare sensibilizzazione e consapevolezza sui delicati equilibri che esistono nel confine tra mare e terra e la grande biodiversità che li caratterizza e per documentare con strumenti specifici lo stato di salute delle coste italiane. Tra le coste interessate dal “Geological Day Coste 2022” in Puglia, la litoranea di Ponente a Barletta che sarà anche quest’anno teatro del JOVA BEACH PARTY 2022, dopo l’edizione del 2019.

“La SIGEA-APS insieme al Circolo Legambiente volontariato Barletta APS, all’Ente nazionale protezione animali Onlus Sezione di Barletta, a Italia Nostra Onlus Sezione di Barletta e all’associazione culturale Wolakota, in uno spirito propositivo, hanno scritto al Comune di Barletta, e agli Enti nazionali e territoriali, avanzando osservazioni relative alla pubblicazione dell’istanza di concessione demaniale marittima temporanea formulata dalla Trident Music S.r.l. e relativa al sito specifico in cui si svolgerà il JOVA BEACH PARTY 2022.

“Abbiamo suggerito all’artista Lorenzo Cherubini, protagonista dell’evento e notoriamente sensibile ai temi dell’ambiente, tramite la società organizzatrice dell’evento, di individuare per lo svolgimento del concerto in Puglia, in accordo con l’Amministrazione comunale, un sito alternativo lungo i 14 Km della spiaggia di Barletta, rispetto a quello indicato nell’istanza al fine di non arrestare i processi che in quel sito stanno favorendo lentamente la formazione di dune naturali, grazie anche alle azioni di protezione messe in campo dai volontari delle associazioni citate”.

Dunque sì al concerto ma si chiede di farlo su un’altra spiaggia, per tutelare la biodiversità! Lungo la spiaggia scelta c’è un sistema di spiaggia – dune che rappresenta il contrasto alle forti mareggiate conseguenti ai cambiamenti climatici. Quelle dune non sosterranno l’arrivo di migliaia di persone.

“Non si tratta della solita battaglia ecologista o di dire no, o di contrastare qualsiasi iniziativa, ma chiediamo semplicemente di non impattare sull’ambiente. Stiamo vedendo anche in queste ore quale sia l’importanza della tutela della biodiversità. L’istanza delle associazioni, supportate da documentazione fotografica, parte dal dato di fatto che il sistema spiaggia-duna rappresenta un sistema efficace per contrastare gli impatti delle forti mareggiate conseguenti ai cambiamenti climatici in atto. Le dune costiere costituiscono ambienti molto dinamici e vitali collocati tra i domini marino e continentale – ha concluso Lopez – queste sono di estremo valore geomorfologico, ecologico e paesaggistico. L’eliminazione della vegetazione alofita pioniera dunale riduce notevolmente l’azione di intrappolamento della sabbia da parte della vegetazione (o da strutture frangivento artificiali), provocando l’allontanamento della sabbia che, uscendo dal sistema dunale, determina in definitiva un fattore di perdita del sistema spiaggia/duna. Più in generale, il monito che emerge dal documento di osservazioni delle associazioni all’istanza della Trident è di limitare al massimo, in un ambiente naturale che si sta rigenerando, quei fattori antropici che determinano l’alterazione del sistema spiaggia-duna quali pulizie meccanizzate, calpestio sulle dune e nelle aree di retro spiaggia.

“Il sistema geomorfologico della spiaggia ubicata lungo il litorale di ponente di Barletta (Lungomare Pietro Paolo Mennea) è stato negli anni snaturato, aggredito dalle sistemazioni meccanizzate, ma oggi sembra esserci un’inversione di tendenza dal momento che la spiaggia in cui si svolgerà l’evento concertistico “Jova Beach Party 2022” sta riconquistando il suo aspetto naturale con varie specie erbacee (Cakile maritima, Ammophila arenacea e altre) e forme dunali. Sono infatti evidenti processi di ricolonizzazione di specie vegetali alofite che favoriscono il ripristino delle dune, che si ritenevano ormai scomparse dal litorale barlettano. Sono piccole dune, di altezza massima 1,5 metri, ma se la tendenza alla rinaturalizzazione permane le dune sono destinate a crescere con tutti gli effetti benefici che ne conseguono in termini di contrasto all’erosione costiera e in genere agli effetti dei cambiamenti climatici oltre che favorire la biodiversità vegetale e animale, infatti in questa area si segnala la frequentazione e riproduzione della specie Fratino (Charadrius alexandrinus)”.