Il distacco di un seracco sulla Marmolada ha provocato la morte di 7 persone, mentre altrettante sono ferite e altre 5 – tutte di nazionalità italiana – risultano ancora disperse. In questa tragedia, si leva il grido di dolore di coloro che hanno perso familiari o che di loro non hanno ancora notizie. Come Debora Campagnaro, sorella di Erica, la donna di Tezze sul Brenta (Vicenza) ancora dispersa mentre il marito Davide Miotti è tra le vittime del disastro.
“Perché nessuno ha fatto un avviso sabato, che c’era l’acqua che scorreva sotto il ghiacciaio? Perché non hanno fermato le persone? Perché le hanno lasciate andare? Era una bella giornata di sole, sì, per carità, ma se sotto scorre l’acqua… se c’è una responsabilità, andremo fino in fondo“, ha detto la donna, arrivata oggi al centro di coordinamento a Canazei (vedi video in fondo all’articolo).
“Mi chiedo poi dove sono le strumentazioni più specifiche per recuperare i corpi. Parliamo di vite umane, mandiamo i droni ma dove sono i macchinari per forare il ghiaccio? Se in Italia non li abbiamo, chiediamoli alla Norvegia, alla Groenlandia. Mia sorella magari è ancora viva”, ha aggiunto. “Mio cognato era esperto, era una guida alpina. Ci fosse stato un bollettino, un segnale di pericolo, non sarebbe mai andato lasciando a casa due figli“, ha concluso Debora Campagnaro.


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