Morti per caldo o freddo, realizzata la mappa dei decessi in Inghilterra e Galles

Studiati i tassi relativi al rischio di morte in Inghilterra e Galles, in relazione alle temperature estreme

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A causa delle temperature estreme, tra il 2000 e il 2019, in Inghilterra e Galles si sono verificati ogni anno circa 800 decessi associati al caldo estremo e 60.500 al freddo: è quanto emerso da uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health, guidato da Antonio Gasparrini e condotto da ricercatori del Center on Climate Change and Planetary Health, presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine (LSHTM), in collaborazione con l’Health Security Agency del Regno Unito.

I ricercatori hanno analizzato le informazioni relative a 10,7 milioni di decessi avvenuti in Inghilterra e Galles tra il 2000 e il 2019 in oltre 37.473 aree distinte. Lo studio ha confermato che l’esposizione a caldo e freddo estremi possono determinare un aumento del tasso di mortalità, con differenze significative in base alle aree geografiche e ai sottogruppi di popolazione considerati. Ad esempio, Londra è associata al rischio più basso per le basse temperature, con 113,97 decessi ogni 100mila persone, che si traducono in circa 5.800 morti ogni anno. Le persone anziane risultano maggiormente vulnerabili alle temperature estreme: gli over 85 anni risultano più esposti a un rischio due volte superiore rispetto a quello dei soggetti under 64.

Questo studio offre una valutazione approfondita delle conseguenze sulla salute del caldo e del freddo in Inghilterra e Galles e fornisce diversi indicatori epidemiologici per oltre 37mila regioni nei due paesi. La mappatura dettagliata degli oneri sanitari può aiutare a identificare le aree e le fasce della popolazione ad alto rischio. La comprensione di questi modelli è un passaggio fondamentale per la progettazione di politiche di salute pubblica efficaci a livello locale e nazionale e per la protezione dei soggetti più vulnerabili,” ha affermato Gasparrini.

Il prossimo passo sarà chiarire il ruolo di ciascuna caratteristica a livello regionale, in modo da migliorare la comprensione dei rischi associati al caldo e al freddo e identificare misure efficaci per contrastare le emergenze sanitarie, hanno concluso gli scienziati.