Il Terremoto del 1783 in Calabria: le nuove scoperte e un occhio attento alla prevenzione | INTERVISTE

Si apre a Gerace (Reggio Calabria) il primo di tre incontri a forte vocazione storico-scientifica nei quali verranno analizzate le ultime scoperte sul Terremoto del 1783 in Calabria

  • Foto di Salvatore Dato / Meteoweb
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MeteoWeb

La Calabria è una terra ricca di bellezze, ma allo stesso tempo molto fragile. Fragilità dovuta a un alto rischio sismico. Nella storia della Calabria si sono susseguiti, con una triste ciclicità, diversi terremoti devastanti in termini di vite umane e danni economici. La Regione presente un’importante vulnerabilità per quanto riguarda il patrimonio edilizio e infrastrutturale, nonché un’elevata esposizione al danno per densità abitativa e patrimonio artistico-culturale nelle zone più fragili.

La natura geografica del territorio calabrese è la causa stessa di tali catastrofi: la Calabria si trova, infatti, nella zona di contatto fra la placca africana (a Sud) e quella europea (a Nord). Posizione che la rende più soggetta a rischi di natura geologica.

Quest’oggi a Gerace si è svolto il primo di tre importanti convegni dal titolo “La Calabria dopo il Terremoto del 1783. Dall’emergenza alla ricostruzione”, un incontro di natura storico-scientifica nel quale sono state presentate importanti novità, di recente scoperta, riguardanti uno dei fenomeni naturali più devastanti che ha colpito la regione. Basti pensare che dal 5 febbraio al 28 marzo si susseguirono 5 forti scosse superiori a Mw 5.9, vennero colpite le province di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro e Crotone. Il sisma provocò anche un maremoto a Scilla. Le vittime furono oltre 30.000.

A diversi secoli di distanza, continuano a venire fuori importanti novità che aiutano a comprendere con maggior precisione la natura di questi fenomeni verso i quali l’uomo, ancora oggi, finisce per sentirsi impotente. MeteoWeb ha intervistato il dottor Vincenzo Cataldo, organizzatore dell’evento, che ha esposto nel dettaglio quanto emerso dalle ultime scoperte. “”.

Quando si parla di terremoti è impossibile non fare riferimento alla prevenzione. Cosa abbiamo imparato dagli eventi passati? Quanto possiamo essere preparati oggi a eventi del genere, rispetto a quanto lo eravamo in passato? “Sì, oggi siamo più preparati rispetto al passato. Sono cambiate le metodologie, sono cambiati gli approcci scientifici. – afferma CataldoUno degli obiettivi del convegno è quello di sollecitare le istituzioni a fare attenzione alla tematica della prevenzione. La Calabria, essendo una terra molto giovane, dal punto di vista geologico, è spesso sottoposta a questi traumi. Va fatto un appello dunque alle istituzioni affinchè si ponga un focus su questi eventi che potrebbero dare importanti risultati anche per uno studio scientifico delle Università”.

Vincenzo Cataldo: “Calabria oggi più preparata ai terremoti rispetto al passato, ma serve cultura prevenzione” | VIDEO