Covid, l’Ospedale di Reggio Calabria in crisi per boom di contagi tra il personale tri vaccinato: “difficoltà estrema”

Covid, boom di contagi tra il personale medico e infermieristico sottoposto a tre vaccinazioni obbligatorie: il GOM di Reggio Calabria è di nuovo in crisi e ha deciso di sospendere le visite ai pazienti

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Il GOM (Grande Ospedale Metropolitano) di Reggio Calabria ha comunicato stamattina di, tramite una nota stampa ufficiale firmata dalla direzione, “che a far data dal 12 Luglio p.v. sono sospese le visite dei familiari ai ricoverati al fine di garantire una maggiore tutela contro il rischio di contagio sia per i pazienti che per il personale ospedaliero“. Mai d’estate al GOM erano stati adottati simili provvedimenti dall’inizio della pandemia, né nel 2020 né nel 2021, quando il numero dei contagi e dei ricoveri era enormemente inferiore rispetto ad oggi. Il numero dei pazienti ricoverati è di 80, di cui 75 in reparti ordinari e 5 in terapia intensiva. Il GOM è l’unico Covid-Hospital per l’intera provincia di Reggio Calabria, che conta 550 mila abitanti. E’ evidente quindi che, nonostante il record estivo per numero di ricoveri, si tratta comunque di una cifra irrisoria in termini di salute pubblica: 80 ricoverati di cui solo 5 in terapia intensiva su 550 mila abitanti.

Ma colpiscono ancora di più le motivazioni fornite dalla direzione del nosocomio reggino rispetto alla scelta di sospendere le visite dei pazienti. Nel comunicato stampa, infatti, si legge della “gravità della situazione determinata dalla variante Omicron 5 che, rivelatasi altamente contagiosa, sta comportando un fortissimo incremento del numero dei soggetti positivi al tampone e, quindi, dei ricoveri ospedalieri” e soprattutto della “carenza di personale ospedaliero dovuta in particolar modo alla positività di molti operatori su dotazioni organiche già sottodimensionate“. Eppure il personale è tutto sottoposto per obbligo di legge a tre vaccinazioni obbligatorie.

Ci chiediamo com’è possibile che l’Italia sia ancora l’unico Paese al mondo a mantenere l’obbligo di isolamento per i positivi, che quando asintomatici potrebbero andare regolarmente a lavorare, e ci chiediamo quanto possa essere accettato dalla società che mentre gli ospedali hanno “estrema difficoltà a garantire anche le prestazioni assistenziali sul versante delle patologie non Covid” (come si legge nella nota odierna dell’ospedale reggino), ci siano ancora migliaia di medici e infermieri sospesi per ripicca soltanto perché hanno scelto di non vaccinarsi. A maggior ragione adesso che i fatti stanno dimostrando in modo inequivocabile l’inutilità delle vaccinazioni.