Covid, nuovi studi confermano: l’origine della pandemia nel mercato cinese di Wuhan

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Due studi appena pubblicati hanno confermato che il mercato di Huanan a Wuhan, in Cina, è stato molto probabilmente il luogo dove ha avuto origine il Covid-19: le ricerche sono state sottoposte a revisione paritaria e sono state pubblicate su Science. Una delle due indagini ha seguito un approccio molecolare: la prima versione del Coronavirus, secondo la ricerca, probabilmente era disponibile in forme diverse che gli scienziati hanno chiamato A e B. I ricercatori suggeriscono che la prima trasmissione da animale a uomo sia avvenuta probabilmente intorno al 18 novembre 2019 e proveniva dal lignaggio B. Hanno rilevato il tipo di lignaggio B solo nelle persone che avevano un collegamento diretto con il mercato. Gli autori ritengono che il lignaggio A sia stato introdotto negli esseri umani da un animale entro settimane o addirittura giorni dall'infezione dal lignaggio B. Il lignaggio A è stato trovato in campioni di esseri umani che vivevano o sono rimasti vicino al mercato. "Questi risultati indicano che è improbabile che Sars-CoV-2 sia circolato ampiamente negli esseri umani prima di novembre 2019," si legge nello studio.

Nell'altro studio, un gruppo internazionale ha utilizzato strumenti di mappatura e rapporti sui social per eseguire un'analisi, rilevando che, sebbene le "circostanze esatte rimangano oscure", il virus era probabilmente presente negli animali vivi venduti al mercato alla fine del 2019. L'indagine non ha stabilito, però, quali animali potrebbero essere stati infetti. I ricercatori hanno rilevato che i primi casi di Covid sono apparsi al mercato tra i venditori che vendevano questi animali vivi o tra le persone che vi facevano acquisti. Gli autori sostengono che probabilmente negli animali circolavano due virus separati che si sono riversati nelle persone. "Tutti gli otto casi di Covid-19 rilevati prima del 20 dicembre provenivano dal lato occidentale del mercato, dove venivano vendute anche specie di mammiferi," si legge nello studio. Gli scienziati hanno poi mappato i primi casi che non avevano alcun collegamento con il mercato, rilevando che le persone contagiate vivevano o lavoravano nelle immediate vicinanze del mercato. "Questa è un'indicazione che il virus ha iniziato a diffondersi nelle persone che lavoravano al mercato, per poi passare alla comunità locale circostante, quando i venditori entravano nei negozi locali, contagiando chi lavorava in quei negozi," ha affermato Michael Worobey, capo del dipartimento di Ecologia e Biologia Evolutiva presso l'Università dell'Arizona, uno degli autori.

I suddetti studi non convincono però la microbiologa Maria Rita Gismondo: "Sono veramente stupita di come non sia stata sollevata nessuna critica in merito, visto che si colloca l'origine del virus alla fine del 2019, quando invece gli stessi cinesi hanno riportato polmoniti atipiche poi risultate ascrivibili a Sars-CoV-2 a partire da giugno 2019," ha dichiarato l'esperta all'Adnkronos Salute. "I tempi non tornano e il giallo rimane", ricordando che "persino le informazioni dei satelliti hanno documentato i numerosi accessi agli ospedali cinesi già nel giugno 2019". Non solo: "Anche in tutta Europa la diffusione del virus è stata dimostrata ancora prima del dicembre 2019", ha aggiunto Gismondo. "L'origine del virus di Covid-19 resta assolutamente un mistero". Tempistica a parte, "c'è un altro grosso problema: il salto dall'animale all'uomo geneticamente lascia molti dubbi".