Siccità in Piemonte, regione: “poca acqua, governo dia poteri speciali su nuovi invasi”

Le acquebotti costano: quasi un milione di euro in due mesi al Piemonte, per interventi nel novarese e nel verbano. Costi che col caldo aumentano di pari passo con i consumi

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Oggi il Governo dovrebbe varare lo stato d’emergenza per la siccità per diverse Regioni, tra cui il Piemonte. “Lo aspetto“, spiega alla Dire l’assessore piemontese all’Ambiente Matteo Marnati, a margine di un evento in Città metropolitana di Torino. “Lo stato di emergenza lo fanno sull’idropotabile, sono stati chiari“, spiega Marnati. La scelta del Governo è “per la salvaguardia della salute pubblica“, ovvero per evitare che alcuni Comuni restino senza acqua potabile, e anche perché “più scendi, più la qualità dell’acqua è peggiore: ci sono interventi da fare, costi superiori. Le acquebotti costano: quasi un milione di euro in due mesi” al Piemonte per interventi nel novarese e nel verbano. Costi che “adesso aumenteranno. Col caldo i consumi aumentano, è proporzionale“.

Ma per le colture manca l’acqua: “Per l’agricoltura ci sarà lo stato di siccità. Dopo, in base ai raccolti che non avverranno, pagheranno i danni successivi. Non è che li lasciano soli“. L’agricoltura però richiede troppa acqua rispetto all’uso idropotabile, e oggi non si può fare molto: “Gli interventi come fai a farli oggi sui canali: non c’è acqua“. Per quanto riguarda le aziende agricole “il ministero dell’Agricoltura metterà dei soldi per pagare i danni agli agricoltori“. Per evitare che questo problema si ripeta ogni anno, Marnati si augura che nel decreto di stasera ci sia anche qualcosa per sbloccare le autorizzazioni per accelerare su sette progetti proposti al Governo, i più urgenti secondo i gestori di reti idriche e degli invasi consultati dalla Regione. “Ci hanno chiesto di segnalare le semplificazioni” sulle richieste di autorizzazioni per realizzare gli invasi.

Matteo Marnati, assessore ambiente Regione Piemonte / Foto Facebook

L’assessore all’Ambiente vorrebbe snellire la burocrazia e cita il caso di Vaia in Veneto e l’adozione di un modello stile “Ponte Morandi. Tagli uno o due anni”, ed essendo progetti a valere sul Pnrr, dovranno essere comunque conclusi “entro il 2026“. Si tratta di “progetti già finanziati ma per cui servono troppi anni. Se devi chiedere Città metropolitana, Anas, Ferrovie, ci metti un anno solo per avere le autorizzazioni“. Intanto, in Piemonte le precipitazioni degli ultimi giorni hanno alleviato ma non risolto i problemi: “L’acqua che sta scendendo adesso non arriva dalla neve, ma dalle piogge di questi giorni“.

Alcune tra le montagne piemontesi, dove “neve non ce n’è più“, stanno rilasciando l’acqua: “La trattengono, e poi la rilasciano piano piano. Poi ci sono delle sacche vecchie…“. Ma il problema va risolto potenziando la rete idrica regionale: “Non è che puoi andare avanti così, in emergenza, per anni“, chiude Marnati.