Siccità, Terna: “produzione idroelettrica al minimo da 60 anni”

Francesco Del Pizzo (Terna) prevede ancora tensioni sui prezzi di gas-elettricità nei prossimi trimestri con costi paragonabili a quelli attuali

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Gli effetti della siccità si fanno sentire anche sulla produzione di energia, con l’idroelettrico in fortissimo calo. “Stiamo lavorando per dare un contributo alle istituzioni per la gestione della crisi idrica: uno degli elementi di maggior criticita’ che stiamo vivendo in questo periodo. I bacini limitati come capacita’ influenzano non solo l’agricoltura, ma anche la produzione di energia. La produzione idroelettrica sara’ al minimo degli ultimi 60 anni. Lo ha detto Francesco Del Pizzo, direttore Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento di Terna in audizione alla Commissione Industria del Senato.  

Piu’ in generale sui prezzi attuali dell’energia, Del Pizzo ha spiegato: “e’ ovvio che le tensioni sulle commodity e l’impatto sui prezzi al dettaglio dell’energia elettrica si sta prolungando a causa dell’andamento generale del mercato del gas che in questi anni hanno visto anche una crescente domanda da parte del Far East che hanno indotto un aumento dei costi del GNL che determina il prezzo del gas anche in Europa. Una situazione che si e’ aggravata a valle della crisi ucraina che ha costituito elemento di stress. Prevediamo cosi’ tensioni nei prossimi trimestri e possiamo presumere un costo dell’energia elettrica e del gas paragonabile a quello attuale“.  

Sull’ipotesi di adottare un limite al prezzo del gas, Del Pizzo ha detto: “l’introduzione di un meccanismo di cap al valore del gas la riteniamo una misura particolarmente efficacie soprattutto se combinata con meccanismi che permettano la determinazione di un prezzo del GNL che permetta di continuare a competere a livello globale“. Inoltre “meccanismi quali i prezzi negativi per la rigassificazione potrebbero mantenere il prezzi del gas sotto una certa soglia con un effetto apprezzabile”. Anche perche’ “il prezzo del gas e’ il driver che determina il costo dell’energia elettrica, a parte una piccola produzione da carbone, i prezzi sono guidati dai prezzi gas“. Infine secondo Del Pizzo sarebbe “meno perseguibile un cap al valore dell’energia per il mercato italiano: potrebbe portare all’ esportazione da parte italiana in altri Paesi come è capitato in Spagna ed avrebbe effetti distorsivi anche sulla dinamica del mercato”. 

Le previsioni che vediamo nei prossimi trimestri non risultano essere particolarmente in fase di riduzione; ciò fa presumere un mantenimento dei costi dell’energia e del gas a livelli paragonabili a quelli attuali” ha aggiunto Del Pizzo in audizione in commissione Industria al Senato. Del Pizzo ha parlato di una “situazione di particolare tensione“. Il manager ha evidenziato come il gas abbia registrato “una crescente domanda dai Paesi del Far East“; questo fattore “ha indotto un aumento dei costi del gnl, aggravato a valle della crisi in Ucraina che ha costituito un altro elemento di stress“.