Siccità, situazione gravissima sul Tevere: “livelli più bassi del secolo” | FOTO

"Questa situazione è stata raggiunta perché i 42 affluenti del Tevere non ci sono più. Aspettiamo le piogge perché la situazione questa volta è veramente grave", spiega Erasmo D'Angelis

  • Foto di Massimo Percossi / Ansa
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MeteoWeb

La situazione del Tevere è una condizione mai vista a memoria d’uomo. Nessuno si ricorda una secca del genere, nemmeno rispetto alla siccità del 2013 e del 2017. Abbiamo raggiunto i livelli più bassi del secolo. Dentro Roma, il Tevere sembra a tratti paludoso, ha il minimo deflusso vitale dovuto all’acqua che arriva dalla diga di Corbara. Registriamo un deflusso minimo tra 70 e 100 metri cubi al secondo con un livello che si abbassa di 2 cm al giorno. Il deflusso medio registrato nei periodi di magre è stato di 270 metri cubi”. A dirlo a LaPresse è Erasmo D’Angelis, Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale.  

Questa situazione è stata raggiunta perché i 42 affluenti del Tevere non ci sono più. Aspettiamo le piogge perché la situazione questa volta è veramente grave. Il Lazio è stata la prima regione a dichiarare lo stato di calamità, aspettiamo ora la nomina di un commissario perché servono misure strutturali”, ha concluso.  

Noi grazie alla perizia dei nostri ingegneri riusciamo a garantire l’irrigazione nell’area romana, questo è il momento più particolare delle semine. Abbiamo dovuto iniziare l’irrigazione a metà febbraio con una spesa che è circa il doppio dell’anno scorso. Occorre la cultura della prevenzione e non solo dell’emergenza. Se piove poco e non riusciamo a canalizzare diventa complicato”, dice a LaPresse Andrea Renna, direttore generale di Anbi (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) Lazio.   

Attualmente, della sempre più rara risorsa piovana, recuperiamo solamente l’11%, questo dato, influenzato da un territorio in continuo mutamento demografico, sempre più permeabile, e da fenomeni alluvionali concentrati in lassi di tempo ristrettissimi, deve necessariamente migliorare. Durante l’inverno appena trascorso abbiamo assistito a fenomeni di irrigazione di supporto per il grano; all’apertura anticipata della stagione irrigua consortile per evitare che colture di pregio ma dallo scarso fabbisogno idrico andassero in sofferenza”, ha concluso.