Nube di particelle colpisce la Terra e innesca tempesta geomagnetica: “esplosione” di aurore in Nord America | FOTO

Uno tsunami solare ha scagliato nello Spazio un'espulsione di massa coronale che ha raggiunto la Terra ieri

MeteoWeb

Arrivata quasi esattamente quando era stata prevista, un'espulsione di massa coronale (CME) prodotta dal Sole ha colpito il campo magnetico terrestre ieri, 23 luglio, alle 02:59 UTC (le 04:59 ora italiana). L'impatto ha innescato una tempesta geomagnetica classe G1 con aurore avvistate da costa a costa in Nord America.

Il fenomeno è stato segnalato dal New Hampshire a Washington e un fotografo ha documentato il bagliore fino alla Virginia:

Peter Forister ha scattato la foto dal Parco Nazionale di Shenandoah. Usando una lunga esposizione, ha catturato a strati di colore con aurore rosse al centro e bagliori verdi in cima. "Le aurore sono state visibili solo per pochi minuti intorno alle 00:15," ha spiegato.

La tempesta ora si è placata. C'è una leggera possibilità che possa intensificarsi di nuovo perché la velocità del vento solare sulla scia della CME rimane sopra i 500 km/s. In questo caso, non è attesa attività maggiore di quella che caratterizza una tempesta G1.

La CME è stato scagliato nello Spazio da uno tsunami solare il 21 luglio scorso, ed ha raggiunto la Terra in accordo con le previsioni della NOAA.

 

Lo tsunami solare e la CME

La macchia solare AR3060 ha prodotto un'esplosione nelle prime ore del 21 luglio (01:10 UTC, 03:10 ora italiana), producendo un brillamento solare classe C5 e uno tsunami solare: quest'ultimo è l'onda d'urto oscura che si può vedere mentre si allontana dal luogo dell'esplosione in queste immagini catturate dal Solar Dynamics Observatory della NASA:

Subito dopo l'esplosione, la US Air Force ha segnalato un'esplosione radio solare di tipo II, una forma naturale di disturbo radio prodotto dalle onde d'urto nel bordo della CME. Le caratteristiche dell'esplosione suggerivano che una CME stesse attraversando l'atmosfera solare a una velocità di 1063 km/s.

In seguito, i coronagrafi a bordo del Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) hanno rilevato la CME:

Nelle immagini è possibile individuare una sovrapposizione di più CME. Le nubi più luminose alle posizioni ore 8 e 10 provenivano da eruzioni laterali, non dirette verso la Terra. Di maggiore interesse una CME debole emersa poco prima delle 02:06 UTC, le 04:06 ora italiana: è proprio quella emessa dallo tsunami ed è esattamente all'interno della zona rivolta verso la Terra. I previsori NOAA avevano previsto l'arrivo il 23 luglio.

Cos’è il vento solare

I venti solari sono flussi di particelle cariche che fuoriescono dal Sole, dirigendosi nello Spazio. La NASA stima che questi eventi, in media, possono raggiungere velocità di circa 1,6 milioni di km/h. Provenendo dalla corona del Sole, l’atmosfera interna, i venti possono mescolarsi con il campo magnetico della Terra e innescare una serie di fenomeni, tra cui tempeste geomagnetiche, cioè disturbi della magnetosfera terrestre.

Cos'è un'espulsione di massa coronale

Un’espulsione di massa coronale (CME, acronimo dell’inglese coronal mass ejection) è un’espulsione di materiale dalla corona solare. Il materiale espulso, sotto forma di plasma, è costituito principalmente da elettroni e protoni: quando questa nube raggiunge la Terra può disturbare la sua magnetosfera.

Cos'è una tempesta geomagnetica

Quando sul Sole si verificano fenomeni di attività improvvisa e violenta, come i brillamenti, vengono emesse grandi quantità di particelle ad alta energia che viaggiano velocemente nello Spazio, a volte scagliate in direzione della Terra: questa corrente di particelle viene frenata e deviata dal campo magnetico terrestre, che a sua volta ne viene disturbato e distorto.
Quando avviene questo “impatto” la magnetosfera terrestre (la regione attorno alla Terra pervasa dall’azione del suo campo magnetico) subisce un forte contraccolpo che può causare blackout temporanei nelle reti elettriche o nei sistemi satellitari di comunicazioni. Alle tempeste geomagnetiche è anche associato il ben noto fenomeno delle aurore polari.