Un terremoto all’isola di Pasqua (Rapa Nui)

L’isola più vicina all’epicentro del forte terremoto che il 12 luglio ha scosso il Pacifico è la famosa Isola di Pasqua, ad alcune centinaia di chilometri di distanza

MeteoWeb

"Nella serata di ieri, 12 luglio 2022, alle 21:17 (ora italiana) un forte terremoto (magnitudo stimata tra 6.6 e 6.8) è avvenuto nell’Oceano Pacifico, lungo la dorsale che separa la Placca Pacifica da quella di Nazca", spiega Alessandro Amato in un articolo pubblicato sul blog INGVterremoti. "Il terremoto è stato ben registrato dai sismometri di tutto il mondo, compresi quelli italiani, che si trovano a distanze di circa 14.000 km dall’epicentro. Il terremoto non ha provocato danni, essendo avvenuto in una zona di oceano remoto, e non è stato abbastanza forte da generare uno tsunami. L’isola più vicina all’epicentro, ad alcune centinaia di chilometri di distanza, è la famosa Isola di Pasqua, così chiamata perché fu “scoperta” dagli europei nel giorno di Pasqua del 1722. In realtà l’isola Rapa Nui, questo il nome locale, sembra fosse abitata già dall’anno 400", continua Amato.

"Come tutti sanno, la caratteristica principale dell’isola sono le gigantesche statue dei moai, erette dall’anno 1000 al 1500 circa con uno scopo augurale e di protezione: tutte le statue sono rivolte verso l’interno dell’isola e si pensava portassero benessere e prosperità a chi le guardava. Quasi tutti i circa mille moai dell’Isola di Pasqua sono stati ricavati da rocce vulcaniche. Non poteva essere diversamente visto che l’isola è completamente vulcanica. In pratica è stato usato un tufo basaltico del vulcano Rano Raraku, nel cui cratere sono state scoperte circa 400 statue molte delle quali incomplete. Nel cratere del vulcano Rano Raraku è stata scoperta la statua più grande, anche se incompleta: sarebbe stata alta 21 metri. Il fatto che molte di queste statue siano state ritrovate ribaltate sembra sia dovuto principalmente all’opera dei terremoti, avvenuti sull’isola o nei dintorni di essa. Un’altra ipotesi, che non esclude la prima, vede come responsabile del ribaltamento dei moai la guerra intestina tra le due tribù dell’isola, i “Lunghi orecchi” e i “Corti orecchi”, conclude Amato.