Valle del Bove e Pian del Lago: l’Etna e la sua storia, tra laghi, ghiaccio e violente eruzioni | INTERVISTA

Un laghetto che si formava grazie allo sciogliersi dei ghiacci, una valle che protegge i paesi dalla lava: l'Etna è un complesso vulcanico così complesso da risultare affascinante come se fosse un pianeta a sé

  • Foto di Salvatore Dato / ©MeteoWeb
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L’Etna non è solo un vulcano. L’Etna è un enorme pezzo di Storia siciliana. Un pezzo così grande da aver influenzato il resto dell’isola per millenni. Tra i luoghi più noti e affascinanti del massiccio vulcanico che occupa gran parte della provincia di Catania, vi è la Valle del Bove. Si tratta di una grande valle di 5 km di larghezza per 7 di lunghezza, che raccoglie tutte le colate laviche che vengono eruttate dai crateri sommitali del vulcano, ben visibile nella gallery fotografica scorrevole in alto. “E’ come se fosse una grande assicurazione sulla vita per tutti quelli che abitano nei paesi del versante orientale, dato che causa il rallentamento della lava, facendola così ‘morire’ prima di poter fuoriuscire dalla Valle del Bove“, spiega Salvatore Giammanco, primo ricercatore dell’INGV, Osservatorio Etneo. “Capita comunque che per eruzioni più forti la lava fuoriesca – precisa il vulcanologo – minacciando i paesi“. E’ il caso dell’eruzione del ’91 che ha occupato la parte meridionale della Valle del Bove, minacciando Zafferana Etnea.

L’odierna Valle del Bove è il risultato di due grossi eventi di frana, accaduti il primo diecimila anni fa e il secondo circa otto o novemila anni fa. Si tratta di eventi di frana, come spiega ancora Giammanco ai microfoni di MeteoWeb, hanno riportato alla luce una grossa fetta dell’interno del vulcano. Sono infatti visibili strati molto profondi di lava e anche vecchie eruzioni. “Grazie a questa finestra nell’interno del vulcano i ricercatori hanno potuto studiare con grande precisione la storia dell’Etna antico almeno negli ultimi 200 mila anni“, precisa il ricercatore.

E a pochi passi dalla Valle del Bove, vi è il Piano del Lago, dove fino al  1971 era presente un laghetto, che si formava ogni anno allo scioglimento delle nevi. In quell’anno, però, un’eruzione produsse una colata lavica che invase l’area del laghetto, ricoprendola completamente. “In seguito si formarono ancora dei piccoli laghetti, ma nel 2001, l’eruzione di quell’anno produsse il cono eruttivo che vediamo oggi, chiamato comunemente Cono del Lago, o Monte Escrivà, nella topografia ufficiale“, precisa Salvatore Giammanco, la cui intervista completa è visibile di seguito:

Etna, la storia della Valle del Bove: intervista a Salvatore Giammanco | FOTO