Da Webb nuovi dettagli sulla nascita delle stelle e una “danza cosmica” nell’Universo

Gli scienziati commentano le nuove opportunità che derivano dalle prime, spettacolari foto scattate dal telescopio James Webb

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La NASA ha rilasciato le prime, attesissime immagini operative del telescopio spaziale James Webb. I soggetti immortalati da JWST sono stati la Nebulosa della Carena, la Nebulosa Anello del Sud, il gruppo di galassie noto come Quintetto di Stephan, e l'esopianeta Wasp-96 di cui è stato realizzato lo spettro. Ci hanno svelato l’universo come non lo avevamo mai visto prima. 

"Assistere a un momento come questo, alle prime immagini in arrivo dal piu' potente telescopio spaziale mai messo in orbito e' un'opportunita' fantastica che arriva una volta nella vita perche' cambiera' il modo con cui conosciamo l'universo", ha detto Josef Aschbacher, direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), nell'evento di presentazione delle prime immagini in arrivo da Webb, il telescopio spaziale nato dalla collaborazione fra NASA, ESA e Agenzia Spaziale Canadese (CSA). Ricordando il lancio realizzato con un razzo Ariane 5 dal centro spaziale europeo di Kourou, in Guyana Francese, il giorno di Natale 2021, Aschbacher ha sottolineato che "siamo estremamente orgogliosi di aver collaborato a tutta la missione e averne curato il lancio. Un successo tale, cosi' accurato, che garantira' alla missione di avere una vita operativa piu' lunga del doppio".  

L'immagine del "campo profondo e' particolarmente interessante e mostra cosa questo telescopio puo' fare con un'esposizione relativamente corta. Esteticamente sono tutte belle, simili ma diverse al tipo di immagini che vede Hubble. Ci sono delle diversita' che sono piu' per un addetto ai lavori, la profondita' non e' facile da giudicare, pero' c'e' anche un look diverso dovuto al fatto che il telescopio guarda a lunghezze d'onda diverse, colori diversi da quelli che vede Hubble. Quindi e' una visione diversa", ha detto Massimo Stiavelli, astronomo dell'ESA allo Space Telescope Science Institute e capo della missione scientifica di Webb.

"Grazie ai dati ottenuti dal James Webb Telescope abbiamo notato dettagli di strutture che non sappiamo ancora riconoscere", ha affermato Amber Straughn riguardo la foto della regione di formazione stellare NGC 3324, nella Nebulosa Carina, che si trova a circa 7.600 anni luce di distanza dalla Terra. Catturata grazie alla telecamera a infrarossi vicini del telescopio spaziale, questa osservazione rivela aree precedentemente sconosciute della nebulosa con un dettaglio senza precedenti. "I particolari dell'immagine sono davvero sorprendenti, ora possiamo vedere centinaia di stelle che prima non avevamo modo di osservare. Il 'vapore' che sembra salire dalle creste e' in realta' gas caldo, ionizzato, che si allontana dalla nebulosa a causa dell'intensa radiazione ultravioletta".  

"Le immagini e gli spettri che abbiamo commentato oggi – afferma Gunther Hasinger, Direttore Scientifico dell'ESA – rivelano le capacita' degli strumenti scientifici all'avanguardia di Webb e confermano che le osservazioni future rivoluzioneranno la nostra comprensione del cosmo e delle nostre origini. Questo e' l'inizio di una nuova era di osservazioni del cosmo, che promette scoperte scientifiche entusiasmanti grazie alle caratteristiche del telescopio spaziale". "Questa immagine – conclude Straughn – e' davvero interessante, e credo che ci aiuti a riconoscere la vastita' dell'Universo: pensiamo che ogni minuscolo puntino che appare nel cosmo rappresenta una stella non molto diversa dal nostro Sole, con sistemi solari, pianeti e oggetti celesti che seguono orbite lontane. E' affascinante pensare a quanto siamo connessi con l'Universo: siamo fatti della stessa materia che costituisce queste formazioni". (AGI)Sci/Mld 121911 LUG 22 NNNN 

La foto del Quintetto di Stephan è stata realizzata grazie alla composizione di quasi mille file immagine separati, con una risoluzione di 150 milioni di pixel. "Grazie alla risoluzione senza precedenti del James Webb Telescope – afferma Giovanna Giardino, data scientist della NASA – possiamo osservare dettagli mai visti prima di questo gruppo di galassie. Il risultato e' assolutamente mozzafiato". A contorno della foto appaiono milioni di giovani stelle e regioni stellari che segnano la nascita di nuove stelle. Le ampie code di gas, polvere e stelle vengono estratte da molte delle galassie a causa delle interazioni gravitazionali. 

"La denominazione e' un po' ingannevole – osserva Giardino – solo quattro galassie sono in realta' 'vicine' tra loro, e coinvolte in una sorta di danza cosmica che prosegue a 290 milioni di anni luce da noi. La quinta, chiamata NGC 7320, e' in primo piano rispetto agli altri elementi, e si trova a 40 milioni di anni luce dalla Terra. Studiare queste galassie ci permette di comprendere meglio le strutture di un Universo molto distante". All'interno della formazione, inoltre, e' presente un nucleo galattico attivo, un buco nero supermassiccio 24 milioni di volte la massa del Sole. Grazie alle osservazioni del James Webb e' stato possibile stimare la composizione, la velocita', la massa e una serie di caratteristiche di questa singolarita'. "Il Quintetto di Stephan – conclude Giardino – e' un laboratorio per studiare i processi di formazione, crescita e interazione delle galassie. Le informazioni ottenute grazie al James Webb potrebbero avvicinarci alla comprensione del modo in cui le interazioni galattiche potrebbero aver guidato l'evoluzione del cosmo nell'Universo primordiale. E' davvero entusiasmante".