Lo straordinario spettacolo dell’aurora dai ghiacci del Polo Sud | FOTO

Durante la settimana 29, alcune delle aurore più luminose della stagione finora hanno colorato il cielo dell'Antartide

  • Credit: Aman Chokshi, SPT/NSF
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MeteoWeb

Durante la settimana 29, un importante brillamento solare ha inondato il cielo del Polo Sud con alcune delle aurore più luminose della stagione finora. L’evento è durato solo 10 minuti, ma fortunatamente Aman Chokshi, dell’IceCube Neutrino Observatory, è stato in grado di scattare alcune spettacolari foto! 

Quanti hanno avuto la fortuna di poter osservare il fenomeno lo descrivono come magnifico e a giudicare dalle immagini della gallery scorrevole in alto, avevano proprio ragione. 

Cos’è un brillamento solare (o flare) 

I brillamenti solari sono le più violente esplosioni del Sistema solare, e si possono osservare anche su molte altre stelle: sono improvvisi aumenti di luminosità ben visibili nella bande dei raggi X, ma ci può essere emissione un po’ in tutte le bande, dal radio ai gamma. Nella banda X emette radiazione la corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole, caratterizzata da tenue plasma a milioni di gradi. Durante i brillamenti, il plasma raggiunge temperature ben al di sopra dei 10 milioni di gradi e una luminosità che può superare quella dell’intera corona. 

In ordine crescente di potenza, le classi sono A, B, C, M e X. Ogni classe è dieci volte più potente di quella precedente. I flare hanno un andamento caratteristico della luminosità: un aumento repentino, seguito da una diminuzione molto più graduale. Non durano molto, da qualche minuto a qualche ora al massimo, e sono localizzati in piccole regioni sulla superficie del Sole. 

Essendo canali magnetici chiusi che trattengono il plasma solare, queste regioni sono per lo più a forma di arco. A volte la forza del brillamento è tale da generare eruzioni solari, con nubi di plasma che vengono proiettate nello Spazio. I brillamenti sono più frequenti in periodi di alta attività solare, in presenza di intensi campi magnetici delle macchie. La causa dei flare viene fatta risalire a instabilità magnetiche, che accelerano particelle e liberano energia rapidamente, provocando l’aumento repentino della luminosità, seguito da un raffreddamento più graduale. 

Cos’è l’IceCube Neutrino Observatory 

L’IceCube Neutrino Observatory è il primo rivelatore del suo genere, progettato per osservare il cosmo dalle profondità del ghiaccio del Polo Sud. Un gruppo internazionale di scienziati responsabili della ricerca scientifica costituisce la collaborazione IceCube. 

Inglobando un chilometro cubo di ghiaccio, IceCube cerca particelle subatomiche quasi prive di massa, chiamate neutrini. Questi messaggeri astronomici ad alta energia forniscono informazioni per indagare sulle sorgenti astrofisiche più violente: eventi come l’esplosione di stelle, lampi di raggi gamma e fenomeni catastrofici che coinvolgono buchi neri e stelle di neutroni. 

L’osservatorio dei neutrini in Antartide è stato progettato come un esperimento multiuso. I collaboratori di IceCube affrontano diverse grandi questioni della fisica, come la natura della materia oscura e le proprietà del neutrino stesso. IceCube osserva anche i raggi cosmici che interagiscono con l’atmosfera terrestre, che hanno rivelato strutture affascinanti che al momento non sono state comprese. 

Circa 300 fisici provenienti da 53 istituzioni in 12 Paesi compongono l’IceCube Collaboration. Il team internazionale è responsabile del programma scientifico e molti dei collaboratori hanno contribuito alla progettazione e costruzione del rivelatore. Una nuova entusiasmante ricerca condotta dalla collaborazione sta aprendo una nuova finestra per esplorare il nostro universo.