Le meduse non sono tutte uguali e soprattutto non sono tutte urticanti e dannose per gli esseri umani. Tra queste la Cassiopea è sicuramente una delle più affascinanti. Si tratta di una specie che può raggiungere i 35 centimetri di diametro, dai colori brillanti e vivaci: l’ombrella gialla, verdastra o beige e tante piccole appendici di colore bianco e viola.
Si tratta di una scifomedusa della famiglia Cepheidae che abbonda soprattutto in primavera e in estate in Adriatico e nel Mar Egeo, ed è presente anche in tutto il Mediterraneo, non solo in mare aperto ma spesso anche lungo le coste. In genere la Cassiopea si nutre delle microalghe presenti nei propri tessuti e di organismi microscopici ed è poco urticante, tanto che anche nel caso dovesse entrare in contatto con l’uomo, non causerebbe alcun prurito né bruciore.

Una della caratteristiche più affascinante della Cassiopea è che esemplari di pesci come le ricciole e i sugarelli, appena nati trovano riparo fra le sue espansioni. Si tratta di uno dei più begli abitanti del mare e ha un ruolo nell’ecosistema marino estremamente importante, perché mantiene la catena alimentare dei fondali. Questo, unito al fatto che è innocua per l’uomo, fanno della Cassiopea una specie da rispettare e non danneggiare.

La Cassiopea Mediterranea (Cotylorhiza tubercolata) è facilmente riconoscibile perché guardandola dall’alto assomiglia a un uovo all’occhio di bue. La sua funzione è così importante che Assonautica Venezia qualche tempo fa le ha dedicato un post per educare le persone a come comportarsi nel caso di un suo avvistamento vicino la costa. Il messaggio recita: “Ciao. Sono una medusa e da poco sono stata avvistata anche in Alto Adriatico. Mi chiamo, per gli amici, Cassiopea Mediterranea. Sono bellissima e buonissima, sembro una navicella spaziale. Attorno a me vengono a trovare rifugio i miei amici pesciolini, e una cosa importante voglio dire all’uomo e ai suoi piccoli bambini: IO SONO INNOCUA, non infilzatemi con bastoncini, non uccidetemi per il gusto di farlo. Oltre ad essere innocua sono importante per il nostro mare perché fungo da filtro e al mantenimento della catena alimentare nei fondali. Se mi trovate in prossimità della riva, portatemi dove l’acqua è più alta. Potete prendermi delicatamente con le mani, non sono urticante”.


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