Covid, Crisanti: “dobbiamo studiare nuove restrizioni”. Il Centrodestra: “se vinciamo noi mai più privazioni delle libertà”

Covid, la visione opposta tra Crisanti e il programma del Centrodestra. Il microbiologo capolista del Partito Democratico non esclude nuove restrizioni, su cui invece il centrodestra è categorico: "mai più compressione delle libertà individuali"

Se dovesse arrivare una variante del Covid aggressiva e che colpisce i vaccinati, bisognerebbe aggiornare i vaccini e nel frattempo studiare nuove misure o restrizioni che siano socialmente accettabili“. Lo ha dichiarato il microbiologo Andrea Crisanti, candidato dal Pd come capolista per le elezioni politiche del 25 settembre. La visione del Partito Democratico, quindi, resta legata alle strategie restrittive che ricordano quelle della Cina comunista, non troppo lontane da quando prima Conte con lockdown e zone rosse e poi Draghi con il Green Pass hanno già fatto in Italia negli ultimi due anni.

La candidatura di Crisanti sta suscitando molte polemiche anche perché lo stesso Partito Democratico ha candidato nelle proprie liste pure il Ministro della Salute uscente, Roberto Speranza, duramente contestato dallo stesso Crisanti. In merito, il senatore dello stesso Pd Tommaso Cerno non ha usato mezzi termini: “se li candidi tutti e due significa che non sai da che parte si comincia. Puoi anche candidare Crisanti, ma allora non metti l’altro: sono in chiara contrapposizione. Così Letta dà l’impressione della disperazione“.

Al contrario, il Centrodestra ha chiarito nel proprio programma elettorale che in caso di vittoria alle elezioni, il nuovo Governo della coalizione combatterà la pandemia “attraverso la promozione di comportamenti virtuosi e adeguamenti strutturali – come la ventilazione meccanica controllata e il potenziamento dei trasporti – senza compressione delle libertà individuali“.