Fino a ieri era solo un’ipotesi, ma oggi diventa legge: la quarantena dei positivi al Covid passa a 5 giorni, ma sempre a fronte di tampone negativo. Fino a questo momento i giorni di quarantena obbligatoria erano 7 per i positivi, al termine dei quali comunque necessario un tampone negativo.
“In questa fase, in cui si va verso una convivenza con Covid e una normalizzazione, proprio per mantenere anche l’accettabilità di una prassi che è ancora utile, si possono allargare le maglie e rischiare un po’ di più, perché è vero che la massima contagiosità c’è nei primi giorni. Quindi condivido questo approccio che prevederebbe 5 giorni con test negativo per uscire e 15 come uscita definitiva per i positivi a lungo termine“, è quanto dichiarato nel pomeriggio di oggi all’Adnkronos Salute dal virologo Fabrizio Pregliasco.
L’esperto esprime un giudizio “tutto sommato positivo“, spiega rimarcando che “c’è comunque un incremento di rischio. Ma in questa fase di difficile accettazione credo che questa soluzione possa mantenere ciò che comunque serve” come protezione “vista l’alta circolazione del virus. Anche qui – continua il docente di Igiene dell’università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi – si tratta di una mediazione tra la praticabilità, l’accettabilità e il dato statistico che ci dice che i primi giorni sono quelli a maggiore rischio“.
“In una fase in cui le infezioni” Covid “sono meno e per ora sotto controllo, mi sembra ragionevole la proposta di una riduzione della quarantena da 7 a 5 giorni per i positivi asintomatici dopo un tampone negativo al quinto giorno“, ha precisato Claudio Mastroianni, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e ordinario di Malattie infettive all’Università Sapienza di Roma.
