Scienza: tra l’essere umano moderno e i primi Sapiens la differenza sta nel viso

Le dimensioni del cervello nell'Homo sapiens di 160 mila anni fa sono simili a quelle caratteristiche degli uomini moderni, ma esiste una differenza sostanziale nella forma della cavità cerebrale

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L'uomo moderno presente, ovviamente, alcune differenze rispetto ai primi sapiens, in particolare nella forma nel cervello, come dimostrano i fossili. Queste divergenze potrebbero dipendere dall'evoluzione del viso e non tanto dai cambiamenti a livello cerebrale. Descritta sulla rivista 'Proceedings of the National Academy of Sciences', l'ipotesi è stata formulata dagli scienziati dell'Università di Zurigo.

Il team, guidato da Tim White e Christoph Zollikofer, ha eseguito delle scansioni endocraniche su 125 esseri umani moderni e ricostruito il cranio di 50 individui fossili, appartenenti a diverse specie di Homo. Le dimensioni del cervello nell'Homo sapiens di 160 mila anni fa, spiegano gli autori, sono simili a quelle caratteristiche degli uomini moderni, ma esiste una differenza sostanziale nella forma della cavità cerebrale. Per comprendere le ragioni alla base di questo cambiamento evolutivo, gli esperti hanno considerato scansioni di umani moderni, compresi bambini e ragazzi, e confrontato i risultati con le ricostruzioni di esemplari di Homo Erectus, Neanderthalensis e Sapiens.

I crani fossili di Sapiensrovati che sono stati rinvenuti a Herto, in Etiopia, e nelle grotte di Qafzeh e Skuhl, in Israele, erano molto simili per dimensione a quelli degli esseri umani moderni, anche se la cavità cerebrale risultava differente. Secondo gli studiosi, le disuguaglianze nelle forme endocraniche osservate non erano riconducibili all'evoluzione del cervello, ma piuttosto a discrepanze nelle abitudini alimentari e nello stile di vita, che potrebbero aver influenzato la struttura ossea del viso.