Prezzi di benzina e diesel calmierati fino al 5 ottobre: in base a quanto si apprende da diverse fonti di governo è in arrivo con decreto ministeriale (Mef e Mite) una nuova proroga di 15 giorni del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 20 settembre. L’intenzione di allungare gli sconti era stata preannunciata già a inizio agosto con il varo del decreto aiuti bis ma per farlo bisognava attendere i dati sull’extragettito Iva di luglio con cui la misura continua, in sostanza, ad autofinanziarsi.
Intanto il prezzo del gasolio per auto nella settimana dal 22 al 28 agosto ha subito un’impennata, tornando sopra quota 1,80 euro (+3,69% sulla settimana precedente) mentre la benzina ha avuto solo un lieve rialzo a 1,76 euro (+0,70%). Aumenta anche il costo del gasolio per riscaldamento a 1,870 euro nella settimana chiusa ieri in aumento del 4,28% (+7,68 centesimi) sulla settimana prima, secondo i dati del ministero della Transizione ecologica (Mite).
Per questo motivo, dunque, il decreto del ministero dell’Economia e del Mite stabilirà altri 15 giorni di taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 20 settembre. Per Assoutenti il taglio delle accise “non basta“, è una misura “non più adeguata“, servono “interventi strutturali e di lunga durata“. Gli ultimi rialzi dei carburanti confermano “una speculazione”, dicono le associazioni di consumatori. Il Codacons calcola per il gasolio auto il 20,6% in più del costo rispetto allo scorso anno così per un pieno occorrono 15,5 euro in più su base annua.
Il rincaro del gasolio (+6,429 cent) è il sesto maggior rialzo settimanale di sempre, dall’inizio delle serie storiche, spiega l’Unione nazionale consumatori il cui presidente, Massimiliano Dona, osserva che “il dato vergognoso è che il gasolio torna sopra al livello precedente all’invasione dell’Ucraina nonostante il taglio di 30,5 cent del Governo“. Una “speculazione bella e buona sul rientro dalle ferie degli italiani“, aggiunge.
“La benzina è rincarata del 2,2% da inizio anno e del +6,7% sul 2021” spiega il Codacons. “Situazione destinata ad esplodere dopo il 20 settembre, quando scadrà il taglio delle accise che, se non prorogato, porterà i listini alla pompa a superare immediatamente quota 2,1 euro al litro” denuncia il presidente Carlo Rienzi rilevando che “oltre all’energia il Governo deve intervenire sui carburanti, adottando misure più incisive direttamente alla fonte sulla definizione dei prezzi” che “non seguono l’andamento del petrolio”. Rispetto alla settimana scorsa, calcola l’Unc, “un pieno di benzina da 50 litri costa 61 cent in più, mentre per il gasolio la bastonata è da 3 euro e 21 cent“. Da inizio 2022, “per il diesel siamo a +14,1%, 11 euro e 17 cent a pieno. Per la benzina +2,4%, pari a 2,9 euro a rifornimento“, conclude.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?