Il lanciatore Made in Italy che rivoluzionerà l’accesso all’orbita bassa: “risultati straordinari grazie al coinvolgimento delle PMI” | FOTO e VIDEO

Il CNR sta coordinando un programma di sviluppo di un lanciatore aviotrasportato, dotato di un motore a propulsione ibrida, in grado di consentire un accesso flessibile e autonomo all'orbita bassa di piccole piattaforme satellitari

MeteoWeb

CNR e Ministero della Difesa/Aeronautica Militare stanno lavorando allo sviluppo di un lanciatore satellitare aviotrasportato a propulsione ibrida, in grado di portare in orbita piccoli satelliti: a questo scopo, a febbraio, ha avuto luogo presso il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ), uno dei due lanci previsti dal programma AVIOLANCIO all’interno degli “Indirizzi del Governo in materia spaziale e aerospaziale” e una nuova pietra miliare è stata segnata nei giorni scorsi, a Cape Canaveral.

In dettaglio, il Consiglio Nazionale delle Ricerche sta coordinando un programma di sviluppo di un lanciatore satellitare aviotrasportato, dotato di un motore a propulsione ibrida, in grado di consentire un accesso flessibile e autonomo alle orbite LEO (un’orbita terrestre bassa, di altitudine tra 300 e 1000 km) di piccole piattaforme satellitari, con un minimo preavviso e costi ridotti rispetto ai competitor (programma AVIOLANCIO). Il programma è oggetto di un accordo quadro con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero della Difesa. Giovedì 24 febbraio 2022, alle ore 16:45, ha avuto luogo presso il Poligono Interforze del Salto di Quirra (PISQ), nel comune di Perdasdefogu in provincia di Nuoro, il lancio del primo dimostratore tecnologico della tecnologia propulsiva su cui sarà basato il futuro lanciatore.

Nei giorni scorsi si sono conclusi a Cape Canaveral (Florida, USA) i voli con un caccia F-104 Starfighter per provare le manovre necessarie per consentire il lancio del razzo, agganciato ad una semiala del velivolo: parallelamente alla costruzione del razzo da usare per i futuri lanci, si procede con le verifiche del caccia e dei programmi software che dovranno gestire le operazioni. Questi compiti sono affidati a Lucia Paciucci e Pantaleone Carlucci, rispettivamente Project manager del programma aviolancio e responsabile tecnico.

La prima fase del progetto ha come obiettivo un lancio suborbitale fino a circa 80 km d’altezza entro l’anno prossimo con un carico di sensori sistemato nell’ogiva. Nel frattempo, entro fine anno, si procederà ad un volo del jet con il simulacro del razzo analogo a quello vero e successivamente si proverà il distacco. Gli esperti del CNR Lucia Paciucci e Pantaleone Carlucci hanno partecipato ai voli con l’F-104 gestendo i vari aspetti delle prove, andati tutti a buon fine.

"Il nostro progetto vuole proporre il concetto dell’integrazione verticale di tante piccole medie imprese italiane, allo scopo di pervenire a un progetto made in Italy in grado di rivoluzionare il mercato dell’accesso allo spazio delle piccole piattaforme satellitari," ha dichiarato ai microfoni di MeteoWeb l'ing. Carlucci. "Un aspetto assolutamente originale del progetto è, grazie alla compatibilità con la propulsione ibrida, l’impiego estensivo di tecnologia automobilistica di derivazione race con l’obiettivo di mettere a sistema tutte le competenze uniche a livello mondiale del comparto industriale italiano. Ne è esempio eccellente la Robby Moto Engineering di Casalmaggiore, azienda leader nel campo moto-racing (motomondiale e superbike) e da qualche anno impegnata anche nel mondo aeronautico, e la spin-off T4i eccellenza nello sviluppo di motori ibridi per piccoli lanciatori".

Se tutto dovesse procedere come previsto, verrà sviluppato prima un piccolo vettore (da 5 a 6 metri) da lanciare con un velivolo dell’Aeronautica Militare e in seguito un vettore più grande per satelliti più pesanti.

"Quello che siamo riusciti a realizzare in pochi mesi è straordinario. A noi piace così, vogliamo essere pionieri di un nuovo modus operandi che porti anche il più grande ente pubblico di ricerca italiano ad operare alla velocità di una startup," ha spiegato l'ing Paciucci, interpellata da MeteoWeb. "In Italia abbiamo un ecosistema di PMI che ci permette di operare in questo modo nei settori tecnologici altamente innovativi. L’intuizione (che si sta rivelando vincente) è stata quella di selezionare e mettere a sistema le eccellenze di cui l’Italia può vantare una grande varietà e creare nuove competenze. L’esperienza che stiamo accumulando in questo progetto ci aiuta a capire l’importanza del coinvolgimento delle piccole realtà che ci consente di operare in modo veloce attraverso interazioni dirette con la garanzia di arrivare al risultato in tempi record," ha concluso l'esperta del CNR.