Il primo ministro pakistano Shahbaz Sharif ha chiesto aiuto internazionale per combattere i danni provocati dalle inondazioni. L’appello è arrivato a seguito di piogge eccezionalmente intense che hanno continuato a sferzare il Pakistan, portando il bilancio delle vittime complessivo da metà giugno a 937.
Le inondazioni causate dalle piogge e dallo scioglimento dei ghiacciai hanno colpito oltre 33 milioni di persone, danneggiato 170mila case, spazzato via strade e distrutto quasi 150 ponti, secondo la National Disaster Management Authority. Sebbene la situazione sia in miglioramento in alcune aree, è peggiorata nella provincia del Sindh, dove i soccorritori usano barche per evacuare la popolazione.
Le piogge monsoniche in Pakistan in genere iniziano a luglio, ma quest’anno forti nubifragi hanno iniziato a sferzare il Paese a giugno, innescando pesanti inondazioni.
Secondo il Ministro Sherry Rehman, in questo momento la vera sfida è salvare vite umane e organizzare rifugi per gli sfollati: “E’ un disastro umanitario di proporzioni epiche, migliaia sono senza riparo, molti sono senza cibo“.










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