Rosalind Franklin “vittima” della guerra in Ucraina: perché il rover europeo rimane essenziale nella caccia di vita su Marte

Il rover ExoMars è probabilmente la "vittima" di più alto profilo dell'industria spaziale, ma il suo futuro non è ancora segnato

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Nonostante tutti gli ostacoli che hanno bloccato a terra il primo rover marziano europeo, gli scienziati pensano che il veicolo possa ancora svolgere un ruolo importante nel rispondere a una delle più grandi domande che circondano Marte: c'è mai stata vita sul Pianeta Rosso?

Il rover ExoMars Rosalind Franklin dell'Agenzia Spaziale Europea è probabilmente la vittima di più alto profilo dell'industria spaziale della guerra russa in Ucraina. Inizialmente previsto per il lancio nel 2018, il rover è stato finalmente dichiarato pronto a partire (dopo diversi ritardi) per un lancio a settembre di quest'anno con un razzo russo Proton dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. L'invasione russa dell'Ucraina ha posto fine a questi piani. 

L'ESA ha ufficialmente terminato la cooperazione relativa alla missione ExoMars con la Russia a luglio, lasciando il rover, concepito nel 2004, ancora una volta nel limbo e, soprattutto, senza una piattaforma di atterraggio per posizionarlo sulla superficie di Marte (è stata costruita dalla Russia, che ha aderito al programma ExoMars nel 2012 in seguito al ritiro del partner originale, la NASA, nel 2012).

L'ESA deve ancora decidere il destino della missione: se opterà per la prosecuzione, le stime più ottimistiche vedono il rover ExoMars lasciare la Terra nel 2028. Per molti scienziati europei, la rottamazione della missione non dovrebbe essere affatto un'opzione, e non solo a causa dell'investimento fatto. Anche se Perseverance della NASA ha raggiunto i suoi obiettivi di raccolta dei campioni e si stanno concretizzando i piani per una missione che porterebbe quei campioni sulla Terra (Mars Sample Return), il rover ExoMars può ancora contribuire molto alla nostra comprensione di Marte: ad alcune domande, infatti, non è possibile rispondere con il solo lavoro di Perseverance. 

Il trapano

Il punto di forza e la maggiore promessa scientifica del rover Rosalind Franklin è la sua trivella da 2 metri, che, secondo alcuni astrobiologi, potrebbe avere maggiori possibilità di trovare tracce di vita marziana passata o presente su Marte rispetto a Perseverance. Il rover dalla NASA raccoglie rocce dalla superficie, bombardata dai raggi cosmici e dai raggi UV del Sole, che distruggono i materiali organici: a differenza della Terra, il Pianeta Rosso non ha un campo magnetico protettivo e ha un'atmosfera molto sottile, quindi nulla filtra questa radiazione sterilizzante, che può anche penetrare a diversi metri di profondità nelle rocce marziane. 

Ciò non significa che Perseverance non sia in grado di trovare tracce di vita, solo che rilevare le molecole organiche negli strati superficiali potrebbe richiedere un'analisi scientifica più impegnativa.

L'indagine più profonda per la quale è stato costruito il rover ExoMars, oltre a fornire maggiori possibilità nel contesto dell'astrobiologia, potrebbe anche aiutare gli scienziati a comprendere meglio i campioni di Perseverance e l'alterazione che hanno subito a causa del bombardamento da radiazioni, svelando come le sostanze organiche si degradano con la profondità.

Il sito di atterraggio

Il sito di atterraggio previsto è Oxia Planum, un antico bacino ricco di argilla vicino al tropico settentrionale di Marte, è stato accuratamente selezionato da un consorzio scientifico paneuropeo in quanto offre le migliori condizioni per ospitare tracce di vita.

Formatosi circa 4 miliardi di anni fa, il bacino, ricoperto di sedimenti a grana fine, ha un bacino idrografico di migliaia di km, dove in passato si accumulava l'acqua. Un'area molto diversa da quella del cratere Jezero, oggetto di studio di Perseverance.

Cosa riserva il futuro

L'ESA sta attualmente valutando le opzioni per il rover ExoMars, che presenterà ai suoi Stati membri entro la fine dell'anno. Tra le possibilità c'è un ritorno al partner originale, la NASA, che potrebbe far atterrare il rover utilizzando le sue tecnologie collaudate, ma con un sostanziale contributo finanziario dell'ESA. 

La recente decisione della NASA di eliminare il rover dalla missione di recupero dei campioni (Mars Sample Return) e sostituirlo con elicotteri costruiti dall'Agenzia statunitense, potrebbe fornire uno slancio per i futuri obiettivi della missione ExoMars.